Inflazione: estate di rincari, le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme

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Da Assoutenti a Unc, passando per Adoc e Confesercenti, i commenti ai dati Istat di luglio fotografano una situazione sempre più difficile per le famiglie italiane tra caro spesa, vacanze inaccessibili e redditi in calo.

Inflazione

https://pixabay.com/it/photos/supermercato-scaffali-shopping-507295/ (Foto Pixabay)

L’inflazione, seppur stabile a livello generale, continua a colpire in modo selettivo e incisivo i settori più sensibili della vita quotidiana. Le associazioni dei consumatori lanciano un segnale chiaro: serve un intervento immediato e strutturale per evitare che il caro vita si trasformi in una vera e propria emergenza sociale ed economica.

Tra le voci più forti quella di Assoutenti, che denuncia una vera e propria “stangata alimentare”. Con un aumento medio dei prezzi dei cibi e delle bevande pari al +4,1% su base annua, e punte del +5,1% per gli alimentari non lavorati, l’aggravio per una famiglia tipo arriva a +375 euro all’anno, fino a raggiungere un impatto complessivo stimato in 6,7 miliardi di euro.

Il presidente Gabriele Melluso sottolinea che i rincari colpiscono tutti i prodotti di prima necessità – dalle uova al riso, dai latticini alla frutta – e che questa dinamica sta modificando profondamente le abitudini alimentari degli italiani. A preoccupare è anche il rischio di aumento della povertà assoluta, che secondo Istat coinvolge già 2,2 milioni di famiglie.

Adoc: il carrello della spesa diventa un lusso

Anche Adoc lancia l’allarme parlando di un’estate amara per le famiglie italiane. L’associazione punta il dito contro il “carrello della spesa”, in crescita del +3,4% rispetto allo scorso anno, segnalando come i beni di uso quotidiano stiano diventando sempre più inaccessibili.

Non solo alimentari: anche il settore turistico è vittima dell’inflazione. I trasporti salgono del 3,4%, mentre traghetti, voli e alloggi hanno toccato prezzi insostenibili, costringendo oltre il 40% degli italiani a ridimensionare o rinunciare alle vacanze. Adoc denuncia inoltre l’assenza di misure concrete contro il caro vita e prevede un autunno difficile, con ulteriori spese legate al rientro a scuola.

Confesercenti: inflazione stabile, ma consumi fermi

Secondo Confesercenti, i dati Istat indicano una stabilità dell’inflazione tendenziale all’1,7%, ma questo non basta a rilanciare i consumi. Il rallentamento dei prezzi, infatti, non si traduce in una ripresa della domanda interna, bloccata dall’aumento dei costi degli alimentari e dei beni ad alta frequenza di acquisto.

Anche sul fronte occupazionale il quadro è incerto: se da un lato cresce il numero degli occupati (+1,5% su base annua), dall’altro la crescita è trainata dagli over 50, mentre le fasce più giovani restano in difficoltà. Confesercenti sottolinea il rischio di una stagnazione economica e la necessità di investimenti e fiducia per fronteggiare l’instabilità internazionale, aggravata dall’incertezza sui dazi.

Unc: vacanze e beni alimentari tra i rincari record

Infine, l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) ha stilato la top ten dei rincari mensili e annui, elaborando i dati Istat. A luglio, spiccano gli aumenti per i pacchetti vacanza nazionali (+16,1%), seguiti da villaggi turistici e campeggi (+15,7%). A livello annuale, i voli nazionali salgono addirittura del +35,9%, seguiti dal caffè (+23,5%), dal cacao (+22,5%) e da altri beni come il burro (+17,2%) e il cioccolato (+13,1%).

Unc definisce questi aumenti come “balzi inaccettabili”, soprattutto considerando che molti avvengono in piena stagione estiva. Anche le spese bancarie (+4% mensile) e i servizi ricreativi registrano rincari significativi, rendendo sempre più difficile la gestione del bilancio familiare.

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