La Commissione europea ha lanciato un nuovo indicatore di innovazione che rileva la misura in cui le idee provenienti da settori innovativi riescono a raggiungere il mercato e creano migliori posti di lavoro in un’Europa più competitiva. Ne risulta che Svezia, Germania, Irlanda e Lussemburgo sono gli Stati europei che sfruttano al meglio l’innovazione. A livello internazionale, l’Unione europea presenta nell’insieme buoni risultati ma non riesce a tenere il passo con alcune delle economie più innovative del mondo e soprattutto registra differenze notevoli nei risultati dell’innovazione fra i diversi Stati che la compongono. L’Unione complessivamente si colloca sullo stesso piano degli Stati Uniti.
“I paesi dell’Ue che registrano i risultati migliori – spiega la Commissione europea – basano la propria forza sui seguenti fattori: un’economia con molti settori a elevata intensità di ricerca, aziende innovative in rapida crescita, un numero elevato di brevetti e competitività delle esportazioni”. Il nuovo indicatore si basa su quattro componenti: l’innovazione tecnologica misurata per mezzo del numero di brevetti; l’occupazione in attività ad alta intensità di conoscenza, in percentuale rispetto all’occupazione totale; la competitività dei beni e dei servizi a elevata intensità di conoscenza, basata sul contributo della bilancia commerciale dei prodotti ad alta e media tecnologia al totale della bilancia commerciale e sulla quota rappresentata dall’esportazione di servizi ad alta intensità di conoscenza rispetto al totale dei servizi esportati; l’occupazione nelle imprese in rapida crescita in settori innovativi.
Sostiene Máire Geoghegan-Quinn, commissaria per la ricerca, l’innovazione e la scienza: “L’Unione europea deve riuscire a trasformare un numero maggiore di idee in prodotti e servizi di successo per essere leader nell’economia globale. Dobbiamo anche colmare un preoccupante “divario di innovazione”. L’indicatore proposto ci aiuterà a misurare i progressi registrati e a individuare i settori in cui occorre intervenire.”

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Parliamone ;-)