“Rimaniamo fermamente convinti che una quantità straordinaria di supporto alla politica monetaria è ancora necessaria per riassorbire l’attuale livello di risorse non utilizzate e perché l’inflazione rientri e si stabilizzi in modo duraturo intorno al 2% nel medio termine”. È quanto dichiarato dal Presidente della Bce, Mario Draghi, in audizione al Parlamento europeo.

Su ripresa e inflazione Draghi precisa che “La ripresa sta diventando sempre più solida e continua ad ampliarsi“, la “disoccupazione è scesa al livello più basso dal 2009”, la fiducia di consumatori e imprese è salita. Ma “le pressioni sull’inflazione” e quelle domestiche dagli stipendi, sono ancora “insufficienti a sostenere una duratura convergenza sull’inflazione verso l’obiettivo di medio termine” e quindi “abbiamo ancora bisogno di condizioni del credito molto accomodanti“.

Prospettive migliorano ma serve più crescita, insomma. “I rischi al ribasso sono moderati, ma questi segni positivi non devono distrarre dalla necessità di una crescita economica strutturale più ferma e ed elevata”. “Serve una maggior produttività“, che a sua volta ha bisogno di innovazione, per questo le riforme strutturali “sono essenziali”.

Italia fortunata, ne approfitti!”, commenta Massimiliano Dona, presidente di Unione Nazionale Consumatori, mentre è ancora in corso l’audizione. “Fino ad ora, irresponsabilmente, non abbiamo colto l’opportunità dei bassi tassi di interesse, resi possibili dal quantitative easing, per abbattere il debito pubblico che è continuato a salire raggiungendo il record storico di 2.260 miliardi”.

Tuttavia, fa notare ancora Dona, “nonostante le dichiarazioni di oggi di Draghi, tra non molto il QE finirà e l’onere del debito pubblico si impennerà. Evitiamo di fare come due dei tre porcellini”.

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