Caccia, la Commissione europea richiama l’Italia (Foto Pixabay)

La Commissione europea invita l’Italia a rispettare le norme sulla caccia, in particolare quelle sull’uso di piombo nelle munizioni. Secondo Bruxelles infatti diversi atti legislativi italiani non sono conformi alle norme europee.

E “la legislazione italiana conferisce alle regioni il potere di autorizzare l’uccisione o la cattura di specie di fauna selvatica, anche nelle aree in cui la caccia è vietata, come le aree protette, e durante il periodo dell’anno in cui la caccia è vietata”.

Le norme sulla caccia sotto i riflettori della Commissione

Così la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia per il mancato rispetto della direttiva Uccelli (direttiva 2009/147/CE) e del regolamento REACH (regolamento 1907/2006/CE modificato dal regolamento (UE) 2021/57) a causa delle modifiche introdotte nelle norme italiane sulla caccia.

La direttiva Uccelli mira a proteggere tutte le specie di uccelli selvatici presenti nell’UE e i loro habitat, mentre il regolamento REACH limita l’uso di munizioni contenenti piombo all’interno o in prossimità di zone umide per proteggere gli uccelli acquatici, l’ambiente e la salute umana. E anche in questo caso, dice Bruxelles, le norme italiane non sono conformi alle disposizioni europee sull’uso del piombo nelle munizioni. La Commissione ha dunque inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia, che ora ha 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

«Abbiamo da subito protestato contro l’emendamento “caccia selvaggia”, che consente ai cacciatori di uccidere anche nei centri abitati e nelle aree protette, ma non siamo stati ascoltati – ha commentato Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection – Ora arriva la conferma da parte della UE che la legislazione italiana non tutela né gli animali né le persone, anche per colpa del massiccio uso di piombo che danneggia gravemente l’ambiente e la salute umana».

In caso di conferma di infrazione a seguito dei vari step previsti dalle procedure, l’Italia potrebbe essere condannata a pagare sanzioni di diversi milioni di euro. «Ancora una volta – conclude Rosati – questo Governo dimostra di non avere a cuore gli animali e l’ambiente e a farne le spese saremo tutti noi».


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