Politiche ambientali, a punto è l’attuazione delle leggi in Europa? (foto pixabay)

L’Europa ha leggi e politiche ambientali ambiziose per proteggere aria e acqua, promuovere l’economia circolare, evitare la produzione di rifiuti, aumentare i tassi di riciclaggio e salvaguardare la natura. Ma quanto e come vengono attuate? La biodiversità sta diminuendo in tutta la Ue, ci sono ritardi nello stato di salute dell’acqua, l’economia circolare va decisamente migliorata, l’inquinamento atmosferico è una delle principali minacce per la salute degli europei.

Politiche ambientali, la situazione in Europa

La Commissione europea ha pubblicato il terzo  riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (Environmental Implementation Review, EIR), uno strumento di comunicazione che sostiene l’applicazione delle norme ambientali e sensibilizza alla loro attuazione.

Bruxelles va insomma a guardare qual è il divario fra le decisioni sulle politiche ambientali prese a livello della Ue e l’azione sul campo, i risultati ambientali a beneficio dei cittadini e di tutti.

Spiega Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca: «Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali di quest’anno ci sprona ad agire. Infatti, nonostante rilevi progressi rispetto a quello precedente in alcune aree, il crescente divario tra la legislazione esistente e la sua applicazione in altre aree è per me fonte di preoccupazione, in quanto ci espone maggiormente all’inquinamento ambientale e ai rischi correlati. Questa analisi dona agli Stati membri le informazioni e gli strumenti necessari per migliorare l’attuazione delle norme e meglio tutelare la nostra salute e l’ambiente. Facciamone buon uso».

Il riesame fa il punto sullo stato di avanzamento dell’applicazione del diritto ambientale dell’UE. Dunque sul livello di protezione di aria, acqua e natura che gli Stati offrono ai loro cittadini. A livello europeo, ci sono ancora molti progressi da fare in tema di attuazione delle politiche ambientali.

 

 

Biodiversità e acqua

La biodiversità nell’UE continua a diminuire. Tra gli habitat nelle condizioni più precarie ci sono, dice la Commissione, prati seminaturali, torbiere e paludi. Le foreste sono in estrema difficoltà e la maggior parte degli Stati membri deve ancora accelerare gli sforzi per completare le rispettive reti Natura 2000.

Acqua: i progressi verso il conseguimento di un buono stato dei corpi idrici sono lenti e alcuni Stati membri non hanno ancora adottato gli strumenti necessari per far fronte al problema, nello specifico i piani di gestione dei bacini idrografici. Allo stesso modo, gli Stati sono tenuti ad adottare tempestivamente i rispettivi piani di gestione del rischio di alluvioni. A preoccupare sono anche le norme di attuazione sull’acqua potabile, l’attuazione delle norme in tema di nitrati e le acque reflue urbane.

Economia circolare

Altro capitolo è quello dell’economia circolare. Quasi tutti gli Stati hanno predisposto piani per l’economia circolare ma ci sono ancora differenze fra l’efficienza con cui l’economia usa le risorse per la produzione e la quota di materiali recuperati e reimmessi nell’economia.

«Occorrono ulteriori azioni per migliorare il potenziale di riciclabilità delle materie plastiche, dei materiali da costruzione e dei prodotti tessili. La prevenzione dei rifiuti rimane una sfida importante in tutti gli Stati membri; in particolare, in alcuni paesi il problema delle discariche non conformi alle norme è ancora una realtà alla quale occorre far fronte».

Inquinamento e clima

L’inquinamento atmosferico è una delle principali minacce alle salute degli europei.

Sembra migliore la situazione sul clima, nel senso che «il livello generale di attuazione della legislazione sul clima è buono in tutta l’UE; la cosa importante in questa fase – scrive la Commissione – è concordare e attuare il pacchetto di misure per conseguire l’obiettivo del -55% stabilito nella normativa sul clima per il 2030. Tuttavia, occorre intensificare gli sforzi di adattamento in ciascuno Stato membro e a livello dell’UE per far fronte alla difficile realtà dell’aumento dell’impatto climatico».

Politiche ambientali e giustizia

Molti Stati devono prevedere più finanziamenti per soddisfare il fabbisogno di investimenti per le politiche ambientali – che a livello Ue ammonta a 110 miliardi di euro l’anno.

La carenza di investimenti sull’ambiente riguarda per quasi due terzi la lotta contro l’inquinamento in generale e la protezione e gestione dei corpi idrici.

Bisogna poi migliorare l’accesso alla giustizia per attuare il diritto ambientale. «Vi è ancora margine di miglioramento nella maggior parte degli Stati membri per quanto riguarda l’accesso del pubblico agli organi giurisdizionali al fine di impugnare decisioni, atti od omissioni, in particolare nei settori della pianificazione relativi ad acque, natura e/o qualità dell’aria – scrive Bruxelles – La maggior parte degli Stati membri deve inoltre informare meglio il pubblico in merito ai suoi diritti di accesso alla giustizia».


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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