madre con bambini

In Ue nel 2020 una persona su cinque a rischio di povertà o di esclusione sociale

In Europa una persona su cinque è a rischio povertà o esclusione sociale. Più le donne degli uomini. Molto di più bambini e ragazzini rispetto agli adulti. Si stima infatti che in Europa quasi un minore su quattro sia a rischio di povertà o di esclusione sociale nel 2020. Sono i dati diffusi dall’Eurostat in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, che cadeva ieri. E che restituisce un’Europa con dati impressionanti, almeno a guardare quelli disponibili (nei grafici Eurostat del 2020 è per ora assente il dato sull’Italia).

 

eurostat
Risk of poverty or sociale esclusion, data 2020, Eurostat 2021

 

Povertà ed esclusione sociale nel 2020

Nel 2020 in Europa c’erano 96,5 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 21,9% della popolazione, più di una persona su cinque.

Si tratta di 75,3 milioni di persone a rischio di povertà, 27,6 milioni in situazione di grave deprivazione materiale e sociale e di 27,1 milioni che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro. Circa l’1,3% della popolazione, pari a 5,9 milioni di persone, affronta contemporaneamente tutte e tre le dimensioni che fotografano il rischio di povertà e di esclusione sociale.

Gli Stati Ue che hanno dati più drammatici, con percentuali superiori alla media europea e più di un quarto della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale, sono nel 2020 la Romania (35,8%), la Bulgaria (33,6%), la Grecia (27,5%) e la Spagna (27,0%).

Il quadro generale dice dunque che in Europa il 21,9% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale nel 2020, più le donne (22,9%) che gli uomini (20,9%). Sono a rischio povertà o esclusione sociale più i giovani degli anziani: lo è il 24,2% dei minori di 18 anni contro il 20,4% degli over 65 anni. Le famiglie con bambini hanno un rischio leggermente più alto di vivere situazioni di povertà o di esclusione sociale (22,3% contro il 21,6% delle famiglie senza figli).

Povertà, col Covid la situazione si aggrava

La pandemia da Covid-19 dell’ultimo anno «ha portato a invertire decenni di progressi nella lotta alla povertà e alla povertà estrema», dice l’Onu.

Secondo la Banca Mondiale, la crisi innescata dalla pandemia ha spinto in povertà fra 88 e 115 milioni di persone e la maggior parte dei nuovi poveri estremi si trova nei Paesi dell’Asia meridionale e sub-sahariana dove i tassi di povertà sono già alti.

Nel 2021, dunque alla fine di quest’anno, la pandemia potrebbe spingere in povertà fra 143 e 163 milioni di persone in più, che si andranno ad aggiungere a 1,3 miliardi di persone che già vivono in una povertà “multidimensionale e persistente”, dice l’Onu. Sono persone che hanno visto aggravarsi privazioni e povertà durante la pandemia perché le stesse misure imposte per limitare la diffusione del virus spesso li hanno spinti ulteriormente in condizioni di deprivazione e povertà. L’Onu ricorda ad esempio che «l’economia informale che consente la sopravvivenza di molte persone in condizioni di povertà è stata praticamente chiusa in molti paesi».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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