Protezione civile europea, Commissione: i paesi devono essere più preparati alle catastrofi (Foto di Mario da Pixabay)

La protezione civile deve rimanere operativa tutti i giorni, in tutte le ore, durante e dopo le emergenze. E ci devono essere sistemi di allerta rapida migliori, che raggiungano le persone coinvolte in caso di catastrofi naturali, inondazioni, terremoti, incendi e disastri legati al cambiamento climatico, a pandemie e guerre.

Con questi obiettivi la Commissione europea ha oggi adottato una raccomandazione e una comunicazione per “rafforzare la resilienza in materia di catastrofi nella protezione civile – spiega Bruxelles in una nota – Sono previste misure per preparare meglio i paesi europei ai rischi naturali, come terremoti, inondazioni e incendi boschivi, per non citarne che alcuni”.

La Commissione vuole insomma migliorare la capacità dell’Europa e dei diversi Stati che partecipano al meccanismo di protezione civile della Ue di anticipare e resistere alle conseguenze che possono avere catastrofi ed emergenze future.

Il meccanismo di protezione civile della Ue

Quando infatti un’emergenza supera le capacità di risposta di un paese, questo può chiedere assistenza tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE. Una volta attivato, il centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Unione coordina e finanzia l’assistenza messa a disposizione dagli Stati Ue e da altri otto Stati partecipanti (Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia) sulla base di offerte spontanee.

Il meccanismo di protezione civile Ue è in prima linea nella risposta dell’Europa alle catastrofi e crisi. La domanda di assistenza è stata particolarmente elevata negli ultimi anni. Tra il 2020 e il 2022, il meccanismo è stato attivato oltre 320 volte all’interno e all’esterno dell’Unione Europea, di cui 104 volte da parte del Stati membri. Si tratta di un dato cinque volte superiore alla media dei 10 anni precedenti.

 

 

Meccanismo di protezione civile della Ue. Fonte: Commissione europea

 

Protezione civile europea, prevenzione e allerta rapida

La Commissione ha individuato cinque obiettivi per migliorare la protezione civile della Ue e la resilienza alle catastrofi: prevedere, preparare, allertare, rispondere e proteggere. Significa che bisogna migliorare la valutazione dei rischi, la loro previsione e la pianificazione della gestione dei rischi di catastrofi e bisogna aumentare la consapevolezza dei rischi e la preparazione della popolazione per ridurre l’impatto delle catastrofi.

Altro obiettivo è quello di migliorare l’allerta rapida per garantire che i messaggi di allerta a livello nazionale, regionale e locale raggiungano tempestivamente le persone giuste.

Bisogna rafforzare i mezzi di risposta del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea in modo da evitare il peggioramento delle situazioni se la risposta di un paese non è più sufficiente.

Altro obiettivo della Ue è quello di garantire un solido sistema di protezione civile.

«I sistemi di protezione civile devono rimanere operativi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, durante e dopo le catastrofi, quando sono più necessari – spiega Bruxelles – Il fatto che i piani e le procedure di continuità operativa vengano permanente aggiornati e che venga garantito il coordinamento e la condivisione delle informazioni in tutti i settori, anche con i fornitori di infrastrutture critiche, aiuterà i sistemi di protezione civile a funzionare in qualsiasi momento».

Per attuare questi obiettivi la Commissione europea sta avviando cinque iniziative faro. Una di queste sarà il lancio di preparEU, un programma volto a sensibilizzare i cittadini europei alla resilienza alle catastrofi.


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