Stop allevamenti in gabbia, associazioni si uniscono al ricorso contro la Commissione europea (Foto Pixabay)

Stop allevamenti in gabbia, associazioni si uniscono al ricorso contro la Commissione europea

A marzo il Comitato dei Cittadini promotore di End the Cage Age ha presentato ricorso presso la Corte di giustizia dell’Unione europea contro la Commissione per la mancata proposta legislativa di divieto dell’allevamento in gabbia. Oggi un insieme di associazioni si uniscono al ricorso: “La tutela degli animali, l’ambiente e la democrazia sono a rischio”

Che fine ha fatto la proposta legislativa dell’Europa per vietare le gabbie negli allevamenti? C’è stata un’iniziativa dei cittadini europei, End the Cage Age, che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme. E c’era l’impegno della Commissione europea a presentare entro la fine del 2023 una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti europei. Ma dopo che tutto è finito in pausa, in sospeso, il Comitato dei Cittadini promotore di End the Cage Age ha presentato ricorso presso la Corte di giustizia dell’Unione europea contro la Commissione Ue. E oggi alcune fra le associazioni europee che si occupano di tutela degli animali e di consumatori si sono unite al ricorso presentato alla Corte di Giustizia per End the Cage Age (EtCA).

Stop allevamenti in gabbia, il ricorso

Le associazioni includono a livello internazionale The ECI Campaign,  Eurogroup for Animals,  Foodwatch International e Animal Equality, e, in Italia , LAV e LNDC Animal Protection.

Chiedono di intervenire nel ricorso perché “direttamente danneggiate dal mancato mantenimento da parte della Commissione Europea della promessa di proporre una legislazione per vietare l’allevamento in gabbia”.

Se la Corte accetterà la loro richiesta di intervento, ogni associazione fornirà le proprie argomentazioni su come l’inadempienza della Commissione nel presentare la proposta legislativa per il divieto dell’allevamento in gabbia entro la fine del 2023 abbia un impatto diretto sugli interessi che rappresenta.

Nel 2021 la Commissione europea aveva assunto l’impegno giuridicamente vincolante a presentare, entro la fine del 2023 una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti europei. La decisione seguiva il successo dell’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age che, con il sostegno di una coalizione di 170 associazioni coordinate da Compassion in World Farming (CIWF), aveva raccolto 1,4 milioni di firme certificate. Il ricorso presentato a marzo è il primo che chiama la Commissione a rispondere della propria inazione nei confronti dell’Iniziativa, afferma i promotori. Se la Corte di Giustizia si esprimerà in favore del ricorso, la Commissione sarà obbligata a stabilire una tempistica chiara e ragionevole per la pubblicazione della propria proposta legislativa per eliminare l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti.

Spiega Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia e portavoce del Comitato dei cittadini promotori dell’ICE EtCA: «La Commissione europea ha il dovere di tenere fede al proprio impegno giuridicamente vincolante di vietare l’allevamento in gabbia. La sua inadempienza non colpisce solo i circa 300 milioni di animali allevati a scopo alimentare che soffrono ogni anno in gabbia, ma nuoce anche all’ambiente e si prende gioco dell’ICE come strumento democratico per i cittadini dell’UE, in particolare per gli 1,4 milioni di persone che l’hanno firmata. Siamo felici che queste associazioni abbiano deciso di sostenere il ricorso End the Cage Age per richiamare la Commissione europea alle proprie responsabilità. Ciò dimostra che il divieto di utilizzo delle gabbie sia importante da molti punti di vista. Non ci fermeremo finché la Commissione non manterrà la sua promessa e ogni gabbia sarà vuota».


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