Ammontano a 414 milioni di euro i fondi della politica agricola comune spesi indebitamente dagli Stati membri. E oggi la Commissione Europea ne chiede la restituzione nell’ambito della procedura di liquidazione dei conti. Quasi 20 milioni sono stati già recuperati, quindi la somma da rimborsare è di 393 milioni di euro e 22 sono i Paesi che devono restituirla. Tra questi c’è l’Italia che deve alla Commissione Europea 48,3 milioni di euro per infrazioni alla condizionalità dei fondi: controllo insufficiente di vari criteri di gestione obbligatori (CGO), mancata definizione di tre buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) e inadeguata applicazione di sanzioni.
A carico del nostro Paese anche 17,9 milioni di euro per gravi lacune nel sistema di controllo e frodi nel settore della trasformazione degli agrumi. A pagare la somma più alta sarà il Reno Unito: 111,7 milioni di euro per carenze nel sistema di identificazione delle parcelle agricole (SIPA) e nel sistema di informazione geografica (SIG), nel trattamento delle domande, nei controlli amministrativi incrociati e nei controlli in loco con riguardo agli aiuti per superficie. Oltre 40 milioni di euro a carico della Spagna e 29 a carico della Francia.


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