Le elezioni europee sono dietro l’angolo. E la Commissione europea continua a preoccuparsi per la sicurezza delle consultazioni. Garantire elezioni libere e regolari è il primo obiettivo di Bruxelles, che chiede ai partiti politici nazionali di assicurare la trasparenza della propaganda politica e di saper far fronte a eventuali attacchi informatici. Ai partiti è richiesto inoltre di rispettare le norme sulla protezione dei dati personali nel corso della campagna elettorale. Proprio con queste richieste, nei giorni scorsi la Commissaria europea Vĕra Jourová ha scritto ai partiti politici nazionali.

“Sappiamo che esistono forze intenzionate a destabilizzare le nostre società, interferire con le nostre elezioni e sovvertire le nostre democrazie – ha detto il primo vicepresidente  Frans TimmermansCon ogni probabilità intensificheranno le loro attività dolose nella fase preparatoria delle elezioni europee e durante le elezioni stesse. Non possiamo permetterci un atteggiamento ingenuo. Dobbiamo attivare anche noi le nostre difese democratiche al più presto possibile, in modo che la popolazione sia più informata e i dati personali siano protetti meglio”.

Il pacchetto di misure adottato dalla Commissione europea a settembre intende rafforzare la democrazia e proteggere lo svolgimento di elezioni libere e regolari in Europa. E nei giorni scorsi Bruxelles ha inviato i partiti nazionali a garantire la trasparenza delle fonti e degli importi spesi per il finanziamento della campagna elettorale mediante attività online durante le prossime campagne per le elezioni del Parlamento europeo. Ha detto Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere: “Le nostre elezioni e, in ultima istanza, le nostre democrazie rischiano di dover dar fronte a nuove minacce. Oggi chiedo a tutti i partiti politici di dare il loro contributo per garantire elezioni libere e regolari. Gli elettori meritano trasparenza per poter scegliere con cognizione di causa. La propaganda politica online dev’essere trasparente come la pubblicità che riceviamo per posta o sul mercato. I partiti politici devono inoltre rendere sicure le loro reti per impedire attacchi informatici e rispettare pienamente le norme sulla protezione dei dati“.

La Commissione invita i partiti politici, le fondazioni e gli organizzatori delle campagne elettorali nazionali a far sì che i cittadini europei distinguano facilmente i messaggi e le comunicazioni di propaganda politica online a pagamento. Più trasparenza insomma: gli elettori devono poter riconoscere chiaramente partito o fondazione che promuovono la propaganda politica online.

Bruxelles chiede poi a partiti e fondazioni di rendere disponibili sui propri siti web le informazioni relative alle spese per le attività online, in cui rientrano la propaganda politica e le comunicazioni politiche online a pagamento, nonché informazioni su eventuali criteri di orientamento utilizzati per la diffusione di tali annunci e comunicazioni pubblicitarie. Altra richiesta: rendere accessibili sui propri siti web i messaggi e le comunicazioni di propaganda politica online a pagamento.

La Commissione esorta inoltre i partiti politici e gli organizzatori delle campagne elettorali ad attuare misure adeguate per poter affrontare attacchi informatici e li richiama ai loro obblighi di protezione dei dati personali. Chi viola le norme sulla protezione dati per influenzare l’esito delle elezioni può andare incontro a sanzioni che possono ammontare al 5% del bilancio annuale del partito politico europeo o della fondazione politica europea interessati. Chi risulterà aver commesso una violazione non potrà chiedere finanziamenti a carico del bilancio generale dell’Unione europea nell’anno in cui la sanzione è imposta.

 

Notizia pubblicata il 18/03/2019 ore 17.35

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)