La priorità per l’Italia è quella di eliminare la link tax e i filtri sui contenuti caricati dagli utenti online. Così il Ministero dello Sviluppo economico interviene sulla direttiva copyright che dovrebbe essere approvata in Europa prima dello scioglimento del Parlamento europeo. Secondo il Mise, l’Italia è pronta ad aderire se vengono garantiti i diritti degli utenti del web. “Stiamo chiedendo in sede europea il cambiamento dei celebri articolo 11 e articolo 13 della direttiva”, ha detto il ministro Luigi Di Maio.

La richiesta è quella di modificare gli articoli 11 e 13 della direttiva, quelli che sin dall’inizio hanno animato lo scontro sulla riforma e che prevedono l’obbligo di remunerare editori e autori anche per i collegamenti ipertestuali e la responsabilità delle piattaforme (come YouTube e tutte le altre) nell’eventuale violazione del diritto d’autore online da parte degli utenti.

“Sono giornate frenetiche sul fronte della direttiva copyright. Da Bruxelles ci arrivano segnali non incoraggianti ma confido che si possa trovare una soluzione che tuteli i diritti degli utenti del web garantendo al contempo i diritti degli autori. Se così dovesse essere l’Italia è pronta a fare la propria parte – ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio – La priorità per l’Italia è l’eliminazione della link tax e dei filtri diretti o indiretti sui contenuti caricati dagli utenti delle piattaforme, insieme ad un allargamento delle eccezioni al diritto d’autore che consenta lo sviluppo della data economy. A queste condizioni l’Italia è pronta ad aderire ad una proposta che dovesse arrivare dalla Presidenza rumena”.

“La rete deve essere mantenuta libera e neutrale – conclude Di Maio – perché si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la libera espressione dei cittadini oltreché per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea”.

L’iter della riforma è stato complicato e contestato fin dall’inizio. Ora il tempo è agli sgoccioli: lunedì 11 febbraio è previsto (si legge su Key4Biz) il trilogo, il negoziato fra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio Ue per discutere della direttiva. La riforma del copyright va infatti approvata prima delle elezioni europee di maggio, altrimenti rischia di saltare. Uno slittamento c’era già stato a gennaio.

 

Notizia pubblicata il 05/02/2019 ore 17.46

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)