Incitamento all’odio online, Twitch aderisce al Codice Ue contro l’hate speech (fonte foto: pixabay)

Twitch aderisce al Codice di condotta della Ue contro l’incitamento all’odio online. La piattaforma di streaming video live interattivo di videogiochi ha aderito al Codice di condotta della Ue per lottare contro le forme di incitamento all’odio online, o hate speech, elaborato a partire dal 2016 e nel tempo ampliatosi a diverse piattaforme.

Ha detto Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea per i Valori e la trasparenza: «Ciò che è illegale offline, deve essere illegale online. È una buona notizia che Twitch si unisca alla nostra lotta comune per rendere lo spazio online libero dall’incitamento all’odio illegale. I giovani sono particolarmente vulnerabili all’odio e agli abusi e per loro dobbiamo rendere Internet uno spazio più sicuro».

«L’adesione di Twitch al Codice, come piattaforma che parla alle giovani generazioni, è un passo nella giusta direzione, mentre continuiamo il nostro lavoro per costruire uno spazio digitale più sicuro», ha detto Didier Reynders, Commissario per la Giustizia.

Codice di condotta contro l’odio online, le adesioni

Il Codice di condotta contro l’hate speech online continua ad attrarre nuove aziende. Dopo l’annuncio della partecipazione di Rakuten Viber al Codice, Twitch è diventato ora il dodicesimo partner, unendosi a Facebook, Microsoft, Twitter, YouTube, Instagram, Snapchat, Dailymotion, Jeuxvideo.com, TikTok e LinkedIn.

Il Codice ha già ottenuto dei risultati, dice Bruxelles. In media, le aziende informatiche hanno esaminato l’81% delle notifiche entro 24 ore e rimosso il 62,5% dei contenuti segnalati. Twitch ha aderito anche al Codice di condotta 2022 sulla disinformazione.

Il Codice contro l’hate speech è stato lanciato nel 2016 per prevenire e contrastare la diffusione dell’incitamento all’odio illegale. L’accordo iniziale comprendeva Facebook, Microsoft, Twitter and YouTube, poi si sono aggiunti gli altri, fra cui Instagram e Snapchat nel 2018, TikTok nel 2020 e gli altri.

Il Codice di condotta e i principi

«Per incitamento illegale all’odio online – si legge nel Codice – si intende ogni comportamento consistente nell’istigazione pubblica alla violenza o all’odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all’ascendenza o all’origine nazionale o etnica. Le aziende informatiche e la Commissione europea sottolineano altresì la necessità di tutelare la libertà di espressione, che, come affermato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, si applica non solo alle informazioni o idee accolte favorevolmente o considerate inoffensive o indifferenti, ma anche a tutte quelle che offendono, sconcertano o disturbano lo Stato o una parte della popolazione».

Gli impegni che le piattaforme si assumono aderendo al Codice contro l’incitamento all’odio online sono quelli di stabilire procedure chiare ed efficaci per esaminare le segnalazioni su forme di hate speech, per rimuoverle o disabilitare l’accesso, e di predisporre regole per la comunità degli utenti con il divieto alla promozione dell’istigazione alla violenza.

Le aziende informatiche «esaminano in meno di 24 ore la maggior parte delle segnalazioni valide miranti alla rimozione di forme illegali di incitamento all’odio e, se necessario, rimuovono tali contenuti o ne disabilitano l’accesso». Insieme alla Commissione europea, hanno come obiettivo la «promozione di narrazioni alternative indipendenti, di nuove idee e iniziative e di sostegno di programmi educativi che incoraggino il pensiero critico».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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