fake news su pc

Disinformazione e fake news

Rischi, teorie del complotto, virus manipolato dall’uomo, cure più o meno miracolose e naturalmente false. Questo il filo rosso che accompagna le principali fake news sul coronavirus che si sono diffuse nel mondo. Le notizie false sul Covid-19 sono basate su un racconto denso di emozioni negative e di teorie cospirazioniste su quella che viene spacciata come vera origine del virus – ovviamente senza alcun riscontro scientifico.

Come dice l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, «l’analisi del contenuto testuale di tutti gli articoli di disinformazione sul coronavirus evidenzia l’emergere di alcune narrazioni prevalenti sull’epidemia, quali i rischi, le teorie complottiste e la cronaca, imperniate su una comunicazione basata sull’utilizzo ricorrente di termini atti a far leva sulle emozioni negative».

 

notizie false sul coronavirus
Le principali notizie false sul coronavirus nel mondo. Fonte: Agcom, Osservatorio sulla disinformazione online 2/2020

 

Notizie false sul Covid-19, la top ten nel mondo

L’Agcom ha pubblicato il secondo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online – Speciale coronavirus. Al suo interno c’è anche la sintesi delle dieci principali notizie false sul coronavirus che si sono diffuse nel mondo. Molte hanno una chiara impronta da teoria del complotto, altre spacciano per cure e rimedi cure che invece non sono.

Il virus è stato sottratto da spie cinesi in un laboratorio canadese? E’ falso. La pandemia di Covid-19 è stata prevista in una simulazion? E’ falso, perché l’esercitazione Event 201 sulla preparazione in caso di pandemia riguardava un coronavirus immaginario, con caratteristiche diverse.

Un’altra falsa notizia molto gettonata è stata quella che il Covid- 19 sia stato brevettato da un gruppo finanziato da Bill Gates. Falso, perché il brevetto in questione – ricorda l’Agcom – copre un ceppo diverso di coronavirus che colpisce soltanto i polli, non gli esseri umani. Falso ancora che il virus sia un’arma biologica creata dall’uomo. Studi scientifici dimostrano che il Covid-19 non è un costrutto di laboratorio o un virus appositamente manipolato.

La tecnologia 5G è collegata alla pandemia? È ancora falso: non esiste alcuna prova che dimostri un legame tra gli effetti sulla salute del nuovo coronavirus e la tecnologia 5G.

Un’altra batterie di notizie false riguarda le possibili cure alla pandemia da Covid-19. No, non esistono prove che argento colloidale o miracle mineral solution possano curare il virus, anzi queste sostanze possono avere gravi effetti collaterali.

L’aglio non protegge le persone dal virus (si è diffusa anche questa) e non è provata l’efficacia di dosi massicce di vitamina C. “È vero che in Cina è in corso uno studio clinico, ma l’affermazione che sia un trattamento comprovato non è supportata da prove scientifiche”.

 

Disinformazione online e Covid-19 in Italia

Nel secondo mese dell’emergenza epidemiologica in Italia, spiega ancora l’Agcom, «l’attenzione attribuita dalle fonti di disinformazione al coronavirus rimane elevata (37% del totale, nella settimana dal 13 al 19 aprile), pur attestandosi su valori inferiori rispetto a quelli registrati tra il 10 e il 20 marzo. Un trend decrescente si osserva anche per l’offerta di informazione, mentre torna ad aumentare l’incidenza della disinformazione sul totale delle notizie online relative al coronavirus (con un valore compreso tra il 5% e il 6%)».

Durante l’epidemia c’è stato in tutta Europa un aumento nei consumi di comunicazione online e nelle settimane dell’emergenza l’Italia ha avuto i tassi di crescita più alti per la fruizione di informazione online, per l’uso dei social network e delle app di messaggistica. Ora la tendenza è un po’ in calo.

«Dal lato degli utenti, dopo aver toccato valori molto elevati nelle settimane più critiche dell’emergenza, si registra una diminuzione delle ricerche effettuate in rete sul coronavirus, così come delle interazioni dei cittadini sui social con i contenuti inerenti all’argomento, e del tempo speso nella visione di video online sul tema».

 

video online coronavirus
I video online più visti sul coronavirus. Fonte: Agcom. Osservatorio sulla disinformazione online 2/2020

 

Le interazioni sui social

Anche se YouTube raggiunge la più alta quota percentuale di views realizzata da contenuti sul coronavirus in entrambi i mesi, l’incremento percentuale (+1.832%) e assoluto (+46milioni) più alto di actions sul coronavirus viene registrato da Instagram.

Nel secondo mese, in coincidenza col lockdown totale, la quota percentuale di interazioni diminuisce su tutti i social network(soltanto la percentuale di views su YouTube aumenta). Il maggior decremento interazioni sul coronavirus (-42%) viene registrato da Twitter, quello assoluto (-13,7 milioni) da Instagram

I video più visti sul coronavirus

La situazione negli ospedali. Le inchieste sull’Italia. come difendersi dal contagio. Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Europa. Gli effetti sul clima. La situazione nel mondo. Sono questi i contenuti dei video online più visti dai cittadini italiani in questo periodo.

«I video di informazione scientifico-sanitaria, che evidenziano i rischi della diffusione del contagio in Italia e nel mondo, nonché gli aggiornamenti sul focolaio cinese e le misure di contenimento sono stati i più visualizzati prima dell’emergenza nazionale – si legge nel rapporto dell’Agcom – Con l’inizio della diffusione del contagio in Italia, cresce l’interesse per la situazione sanitaria nel nostro paese e su ciò che accade nei reparti di terapia intensiva più colpiti dall’emergenza. L’attenzione, nel secondo mese dell’emergenza, si rivolge maggiormente alla cronaca e, in particolare, alle inchieste che cercano di fare chiarezza sulle possibili ragioni della diffusione del contagio».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)