Pistole, armi da fuoco e altri strumenti che sparano proiettili; dispositivi per stordire; oggetti dotati di una punta acuminata o di un’estremità affilata; utensili da lavoro; corpi contundenti; sostanze e dispositivi esplosivi e incendiari; LAG (Liquidi, Aerosol e Gel): fino a qualche giorno fa, era questa la lista degli oggetti che no potevano essere portati nella cabina di un aereo. Dal 15 ottobre l’elenco si allunga di una voce, comprendendo per la prima anche uno smartphone, il Samsung Galaxy Note 7.La decisione è stata presa da diverse compagnie aeree in seguito all’episodio di surriscaldamento della batteria dell’apparecchio di un passeggero del volo della Southwest Airlines. A causa del fumo in cabina l’aereo è stato evacuato. Il divieto vale in primis per le compagnie americane e per i voli diretti negli Stati Uniti, in Canada e a Hong Kong. Ma le disposizioni partite dal Ministero dei trasporti sono state adottate da molti altri vettori (Singapore Airlines, Air New Zealand, Qantas, British Airways e la stessa Alitalia, nonché dalle compagnie del circuito Skyteam, quali Air France) che, con annunci del personale di bordo, richiamano i possessori a voler scollegare la batteria dal telefono e a non ricaricarlo in alcuna maniera, neanche utilizzando le batterie portatili (power-bank).

Se si è in possesso di uno smartphone di questo tipo, il consiglio è quindi di non portarlo in aereo o comunque di visionare il sito della compagnia aerea per leggere le disposizioni prese in tal senso. Sembra che la società stia allestendo negli aeroporti dei punti di raccolta.

Riconsegnare lo smartphone nel punto vendita in cui si è acquistato resta una valida alternativa se non si vogliono correre rischi: si riavrà il rimborso totale di quanto speso oppure un Galaxy S7/S7 Edge più la differenza di prezzo e la sicurezza che non esploda da un momento all’atro.

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