Occorre “un intervento legislativo urgente” che stabilisca chiaramente i tempi minimi di fatturazione e rafforzi le sanzioni delle Autorità, perché c’è il rischio che tutto il mercato dei servizi in abbonamento passi alla fattura a 28 giorni. Così Adiconsum commenta l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ieri ha annunciato procedimenti sanzionatori nei confronti delle compagnie telefoniche per l’abbandono della cadenza mensile della bolletta.

L’Autorità ha contestato a Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb di non aver rispettato una precedente delibera che chiedeva fatturazioni su base mensile o su multipli del mese. “Quello che molti consumatori non sanno – ha detto Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – è che la Delibera 121/17/CONS che prevede, almeno per quello che riguarda la telefonia fissa, il ritorno ad una cadenza a 1 mese, è stata impugnata dalle aziende telefoniche innanzi al Tar che si pronuncerà a febbraio 2018. Nel frattempo le aziende, ignorando la Delibera, stanno  continuando ad applicare la fatturazione a 28 giorni”.

Una fatturazione a 28 giorni pone problemi di pagamento in caso di RID bancario, per non parlare del fatto che comporta un aumento dei costi perché si passa a 13 mensilità. Spiega Mauro Vergari, responsabile Tlc di Adiconsum: “La fatturazione a 28 giorni invece che a 1 mese, come da noi denunciato anche in sede di consultazione per la stesura della Delibera 121/17/CONS, sta comportando per i consumatori un aumento dei costi dell’8,6% nel passaggio da 12 a 13 mensilità, una vessatorietà nell’esercizio del diritto di recesso in quei contratti dove esiste il vincolo di permanenza per un certo periodo di tempo con la medesima azienda, ma soprattutto l’incertezza del giorno del pagamento o del prelievo in caso di RID bancario, che con la cadenza a 4 settimane slitta di mese in mese, andando ad incidere sui bilanci già in crisi delle famiglie italiane, esponendole al rischio di andare in rosso, aggiungendo ai costi della bolletta anche quelli della commissione di massimo scoperto applicati dalla banca”.

“Per Adiconsum – conclude De Masi – occorre intervento legislativo urgente che disciplini con chiarezza i tempi minimi di fatturazione e che rafforzi gli strumenti sanzionatori delle Authority che attualmente sono inefficaci nei confronti delle aziende, che continuano a danneggiare i consumatori. Il rischio è che tutto il mercato dei servizi in abbonamento si adegui alla cadenza a 28 gg. L’annuncio di Sky è solo un primo esempio”. E infatti la stessa Sky ha annunciato il passaggio a una fatturazione ogni quattro settimane a partire dal primo ottobre, con un aumento per gli abbonati pari a circa l’8,6%.

I Consumatori ovviamente sono sul piede di guerra. Ieri una delegazione di Rete Consumatori Italia ha incontrato la deputata PD Alessia Morani, promotrice di un provvedimento che prevede lo stop definitivo della scadenza a 28 giorni e l’obbligo alla tariffazione mensile per tutti i contratti di servizio, quindi anche luce, gas e acqua oltre a Tlc e pay tv.

 

Notizia pubblicata il 5/09/2017 ore 09.31


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