È arrivato il fallimento per la compagnia telefonica Italiacom: la prossima udienza per la verifica dello stato del passivo è fissata il 7 novembre 2014. Sono numerosi i clienti rimasti “intrappolati” nella tortuosa vicenda della compagnia che da mesi non fornisce più linea agli utenti e che è stata dichiarata fallita dal 6 giugno: molti consumatori, anche se fra tante difficoltà, sono riusciti a migrare verso un nuovo operatore mentre altri hanno dovuto rinunciare al proprio numero di telefono e aprire una nuova utenza. Di recente – ha denunciato Altroconsumo – l’operatore ha inolte prelevato indebitamente 400 euro dalle carte di credito di un certo numero di suoi clienti ed ex-clienti, un addebito non dovuto perché riguardante utenze non più attive.
Cosa bisogna fare se si è un ex cliente e se si vuole chiedere un risarcimento? Il consiglio dell’associazione è di contattare direttamente il curatore fallimentare e chiedere delucidazioni sulle modalità per fare un’insinuazione al passivo. Come contattare il curatore fallimentare: ci si può rivolgere direttamente all’indirizzo di posta certificata (studiolegalecoa@pecstudio.it) oppure scrivere una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo: Avv. Giovanni Battista Coa – Piazzetta F.sco Bagnasco n. 7- Palermo. “In questo caso – spiega l’associazione – i tempi per la sua risposta ovviamente si allungano: non aspettare quindi di mandargli la raccomandata a ridosso dell’udienza, anche perché hai tempo fino a 30 giorni prima dell’udienza per avviare la procedura di insinuazione al passivo”. Si può inoltre inviare un fax al numero: 091320360.
Chi ha subìto il prelievo indebito di 400 euro ha dalla sua parte, ricorda Altroconsumo, la direttiva sui servizi di pagamento (recepita in Italia col dlgs 11/2010), che dà la possibilità di contestare i pagamenti non dovuti entro 13 mesi dalla data dell’addebito (articolo 9 comma 1). Bisogna dunque telefonare al Servizio clienti dell’emittente la carta di credito, ed è meglio far seguire la telefonata da una richiesta scritta. Spiega l’associazione: “Devi scrivere direttamente all’emittente la carta chiedendo il riaccredito della somma. L’emittente deve darti una risposta entro 30 giorni dal ricevimento del reclamo. Se non arriva risposta o ne arriva una che non ti soddisfa allora puoi fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario”. Chi è stato cliente Italiacom può inoltre chiedere alla banca di non accettare più addebito diretti da parte della compagnia telefonica.

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