Telefonate fatte sul telefono fisso o sul cellulare in qualunque momento della giornata e in modo insistente, ripetitivo e invasivo, in orari del tutto inopportuni: questo il fenomeno sul quale sta indagando l’Antitrust che ha deciso di avviare due istruttorie nei confronti di Vodafone e di Telecom, ipotizzando condotte riconducibili al telemarketing aggressivo, fatte contattando la propria clientela effettiva e potenziale – anche con l’aiuto di call center esterni – per promuovere i propri prodotti e servizi.,

“I due operatori telefonici – scrive l’Antitrust – avrebbero posto in essere una significativa attività di telemarketing consistente nel contattare, mediante l’uso del telefono e con l’ausilio di un operatore, anche attraverso soggetti esterni, la propria clientela effettiva o potenziale, ai fini di vendita diretta o di comunicazione promozionale di propri prodotti o servizi. Le telefonate verrebbero effettuate sull’utenza privata fissa e/o sul cellulare dei consumatori, in qualunque momento della giornata e in maniera insistente”. Se risultasse confermata “la ripetitività, l’insistenza e l’invasività delle sollecitazioni telefoniche, le quali spesso vengono effettuate in un limitato arco temporale e comunque in orari inidonei al confronto telefonico” ci sarebbe dunque una condotta aggressiva vietata dal Codice del Consumo, spiega l’Antitrust, che ieri ha svolto con i suoi funzionari una serie di ispezioni nelle sedi di Telecom, Vodafone e di alcuni call center, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.


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