Sulla questione del ritorno alla fatturazione a 30 giorni da parte degli operatori telefonici continuano ad aleggiare dubbi e sospetti (spesso ben fondati) sulla legittimità del contenuto dei messaggi inviati agli utenti clienti in merito al cambio di periodicità delle offerte a seguito della L.172/17.

Dopo Tim e Vodafone, l’Adoc ha chiesto all’Agcom e all’Antitrust di verificare anche i messaggi inviati da WindTre che, secondo l’associazione, “non espongono in modo trasparente e chiaro i presupposti e i termini delle nuove condizioni contrattuali. “Inoltre”, aggiunge Roberto Tascini, presidente dell’Adoc, “WindTre ha omesso di indicare ogni informazione relativa al diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione, nonostante sia obbligata ai sensi dell’art.70, comma 4, del Codice delle Comunicazioni elettroniche, trattandosi di modifica unilaterale del contratto”.

Con il ritorno alla periodicità delle offerte su base mensile si è concretizzata una doppia beffa a danno dei consumatori e un doppio guadagno per gli operatori.

“Con il cambio di periodicità delle offerte da 28 giorni a mensile quasi tutti gli operatori non solo hanno mantenuto l’aumento precedentemente introdotto, ma non hanno proporzionalmente adeguato il contenuto dell’offerta, sia in termini di traffico dati sia di traffico voce”, continua Tascini, “e così i consumatori hanno subito una doppia beffa, sia nei costi che nell’offerta, continuando a rimanere intrappolati in un mercato non concorrenziale”.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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