La cessione del controllo di Telecom agli spagnoli di Telefonica è al centro del dibattito politico. E sull’operazione intervengono anche le associazioni dei consumatori, preoccupate delle ripercussioni sul controllo della rete delle telecomunicazioni.
Per Federconsumatori e Adusbef, “la preoccupazione e lo sconcerto suscitato dalla vicenda Telecom non ha nulla a che vedere con una questione di “italianità”. Non abbiamo detto nulla quando Wind, Vodafone, Fastweb o H3g sono passate in mano straniera. Il problema della operazione Telecom è di natura completamente differente, dal momento che riguarda la rete. Telecom possiede la rete di telecomunicazioni, un elemento di fondamentale rilevanza, che riveste un ruolo chiave per l’aumento della produttività e della competitività del sistema, a maggior ragione in uno scenario di forte competitività sul piano internazionale come quello attuale. In Italia ci deve essere un operatore che possa e sappia investire sul potenziamento della rete. Ma che, soprattutto, abbia interesse a farlo”.
Le due associazioni sottolineano che Telefonica è un operatore gravato da debiti per oltre 50 miliardi di euro iscritti a bilancio. E chiedono l’intervento del Governo perché si renda protagonista della vicenda: “La difesa di un’azienda strategica come Telecom è una missione di primaria importanza, per la quale si deve attingere dalla Cassa Depositi e Prestiti, visto anche che in passato si è utilizzato il risparmio postale per dubbie operazioni – affermano Federconsumatori e Adusbef – Ma il Governo dovrà intervenire concretamente anche sotto un altro versante: è evidente infatti la totale inadeguatezza dell’Authority di competenza, che ha permesso alle banche, nottetempo, probabilmente con il cappuccio in testa, di fare accordi sulla pelle di piccoli azionisti e del Paese tutto, senza informare nessuno”.
Sulla gestione e sul controllo della rete e delle telecomunicazioni, e sulla necessità di  un intervento del Governo, si sofferma anche Adiconsum. “Ancora una volta – dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale dell’associazione – pezzi importanti dell’economia italiana vengono ceduti ad aziende d’Oltralpe. Un evento grave, ancor più se si tiene conto del fatto che, nel passato, aziende come Telecom hanno comportato costi enormi a carico del bilancio pubblico, e quindi dei cittadini. Senza contare, inoltre, che ad essere messe in vendita, anzi, ad essere vendute, sono aziende strategiche e vitali per la democrazia e l’economia del Paese. Attraverso la rete – prosegue Giordano – passano lo scambio e il confronto di idee nel Paese e tra i cittadini, oltre al futuro di un’economia che sempre più assiduamente utilizza, e continuerà ad utilizzare, internet. Sempre attraverso la rete, passano e continueranno a passare, sempre di più, tutte le comunicazioni. Siamo convinti che, come in altri Paesi europei, il controllo delle Reti debba essere gestito dal pubblico, e che non si può paragonare la vendita di un’azienda come Telecom alla vendita tra privati di un marchio della grande distribuzione”.


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