Telemarketing aggressivo, Consumatori: in Italia è far west (Foto Moose Photos per Pexels)

Le associazioni dei consumatori denunciano da tempo il telemarketing aggressivo e le telefonate moleste e ingannevoli di diversi call center che arrivano anche a chi non dovrebbe essere raggiunto, perché iscritto nel Registro delle opposizioni. Ecco allora che la nuova azione dell’Antitrust, che ha aperto sette procedimenti istruttori nei confronti di società di call center attive nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni, viene accolta con favore. Anche se si chiede che non ci si fermi alla moral suasion. Le associazioni dei consumatori chiedono dei forti correttivi, come quello di togliere valore ai contratti conclusi per telefono.

 

Call center, Antitrust avvia istruttoria verso sette società per telemarketing scorretto (Foto Yan Krukau per Pexels)

 

UNC: “I procedimenti si chiudano con sanzioni pesanti”

Commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: «Da anni denunciamo il problema, presentando anche esposti all’Antitrust. Finalmente si è mosso qualcosa. Nella speranza che i procedimenti ora non si chiudano con le solite inutili moral suasion ma con sanzioni pesanti, serie e dissuasive, dobbiamo, però, evidenziare che, purtroppo, si tratta comunque di una goccia nel mare. Abbiamo chiesto da tempo al Parlamento, anche in audizioni parlamentari, di togliere valore ai contratti fatti al telefono su luce e gas, per i quali è impossibile con una telefonata avere un quadro informativo adeguato e di considerare sempre aggressiva la pratica di telefonare a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni, anche se si tratta di una singola chiamata, modificando il Codice del Consumo, così che l’Antitrust possa intervenire sempre a supporto del Garante della Privacy e non solo una tantum come questa volta».

L’associazione chiede poi una nuova legge contro il telemarketing selvaggio che faccia tornare al sistema dell’opt-in, per cui viene contattato solo chi ha espresso il suo consenso, e che obblighi i call center a usare la numerazione riconoscibile indicata dall’Autorità delle comunicazioni, lo 0844.

Codacons: contro lo spoofing qualcosa sta per cambiare

“Sul fronte del telemarketing in Italia regna il far west assoluto – denuncia il Codacons – con società che operano nella piena illegalità e call center che chiamano dall’estero realizzando una vera e propria forma di molestia a danno dei cittadini”.

Il Codacons sottolinea che molte telefonate commerciali arrivano ormai dall’estero. E ricorda le ultime decisioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: l’Agcom ha appena approvato nuove regole che prevedono il blocco delle chiamate provenienti dall’estero che si camuffano con un numero italiano attraverso lo spoofing (col ricorso a numerazioni camuffate, tecnica che l’Antitrust contesta fra le pratiche attuate dai call center).

Il presidente Codacons Gianluca Di Ascenzo ricorda infatti che «qualcosa però sta per cambiare: l’Agcom ha infatti approvato il regolamento contro lo “spoofing” finalizzato a bloccare le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano una numerazione nazionale. In base al nuovo regolamento gli operatori telefonici dovranno adottare misure tecniche per impedire alla radice che i cittadini ricevano telefonate dall’estero provenienti da numeri che sembrano italiani. Entro tre mesi scatterà il blocco delle chiamate dall’estero con numeri di rete fissa, mentre entro sei mesi il blocco dovrà essere esteso anche alle chiamate da rete mobile. Previste multe fino a 1 milione di euro per gli operatori inadempienti».

Udicon: telemarketing fuori controllo

«Offerte mai richieste, identità camuffate, numeri mascherati e bugie al telefono: il telemarketing selvaggio continua a colpire milioni di consumatori. È un sistema fuori controllo che va riformato. Servono regole nuove, più controlli e sanzioni pesanti», afferma Martina Donini, presidente nazionale Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), per la quale l’azione dell’Antitrust è necessario ma non basta.

«Il diritto alla corretta informazione è sacro. Quando viene violato si mina la fiducia dei cittadini nell’intero sistema. Chi rispetta le regole deve essere tutelato. Ma chi inganna va fermato prima ancora che raggiunga il consumatore. O si cambia adesso o questo Far West continuerà a premiare i furbi e a danneggiare i cittadini», conclude Donini.

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