Il gioco è una cosa seria. Lo sanno bene i bambini che attraverso il gioco sperimentano, imparano, crescono. Proprio per ricordare l’importanza del gioco nel processo di sviluppo dei bambini, è stata istituita la Giornata Mondiale del Gioco, giunta alla ventesima edizione. Quest’anno il tema scelto è il diritto al gioco, diritto sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

L’Istituto Superiore di Sanità, da sempre impegnato a promuovere le iniziative e le buone prassi in tema di salute pubblica, conferma l’importanza del gioco soprattutto per i bambini e ragazzi con disabilità.

Attraverso il gioco infatti è possibile promuovere le interazioni tra pari e l’inclusione sociale. I momenti di gioco, se opportunamente adattati, sono occasioni informali unicamente finalizzate al piacere dello stare insieme ed al divertimento, che assecondano le relazioni tra bambini e ragazzi con e senza disabilità favorendo pari opportunità ricreative, educative e sociali.

Il diritto al gioco per i bambini e ragazzi deve essere garantito non solo all’interno del sistema scolastico, ma anche durante il tempo libero attraverso il superamento di barriere architettoniche e culturali.

Per celebrare la Giornata di oggi, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha invitato a organizzare – al motto Giocare tutti, nessuno escluso laboratori di gioco e/o di lettura ad alta voce per bambini e ragazzi con disabilità da fare insieme agli altri coetanei.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) e raccoglie una serie di eventi in programma in varie località italiane. 

Il gioco è un diritto di bambini e ragazzi previsto dalla Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Un diritto, però, se non è di tutti, non è un diritto.

Per tale ragione occorre ampliare le iniziative di sensibilizzazione; stimolare la creazione di iniziative e spazi; far crescere una cultura del gioco spontaneo in modo che tutti i bambini possano giocare insieme, nessuno escluso.

L’Autorità garante ha di recente formulato una serie di raccomandazioni a istituzioni e operatori affinché sia reso effettivo il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità. Sono ancora troppo pochi gli spazi e le iniziative in Italia dove ciò avviene.

“Il documento evidenzia una rilevante differenza nelle regioni italiane sia nella diversa considerazione dell’importanza del gioco da parte delle famiglie che nella diversa attenzione da parte delle istituzioni e nell’effettiva accessibilità di spazi e servizi, soprattutto per i bambini con disabilità complessa o autismo”, sottolinea Massimo Molteni, Consiglio Direttivo della SINPIA.

“Per consentire ai bambini con disabilità di poter giocare davvero insieme agli altri, è però necessario pensare di volta in volta a come modificare ambiente e giochi per accoglierli”, aggiunge Andrea Guzzetta, coordinatore della Sezione di Riabilitazione della SINPIA. 

Per un bambino con gravi difficoltà motorie, servono luoghi senza barriere architettoniche, ma anche giochi che possa maneggiare senza difficoltà. Per un bambino che non parla, è indispensabile avere a disposizione giochi modificati con strumenti di comunicazione aumentativa. Per un bambino autistico, potrebbe essere importante ridurre il rumore di fondo e la numerosità del gruppo. Soprattutto è necessario che adulti e coetanei abbiano appreso come interagire e modificare di volta in volta il gioco”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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