Che la si chiami “Better Regulation” o come dicono i francofoni “Mieux Légiférer”, la parola d’ordine delle istituzioni europee per i prossimi anni resta “Semplificazione”, ovvero cercare di formulare leggi che siano efficaci, nel modo più efficiente possibile. La Giornata Ue del Consumatore, che si è svolta ieri a Bruxelles presso il Comitato Economico e Sociale Europeo, ha cercato di fare il punto sulla situazione attuale, valutando i passi in avanti che ci sono stati in questi anni. I panel di discussione che si sono avvicendati dalla mattina al primo pomeriggio hanno messo sul tavolo opinioni diverse che però sembrano marciare verso un’unica direzione comune: fare leggi più semplici e più trasparenti costituisce un’innegabile vantaggio per tutti, primi fra tutti cittadini/consumatori ed imprese.
“Attenzione però che la “Semplificazione” non si traduca in nessun modo in minore protezione”, ha ammonito il Presidente del CESE George Dassis, nel suo discorso di apertura. Tale precisazione è stata accolta e sostenuta anche da altri protagonisti della discussione tra cui i rappresentanti del Parlamento e della Commissione intervenuti all’evento. “L’interesse del consumatore, il suo diritto alla qualità e alla trasparenza devono essere salvaguardati in maniera prioritaria”, ha continuato ancora il Presidente.
L’argomento della Better Regulation, in realtà, è discusso ormai da anni e, nonostante l’obiettivo finale sia ormai condiviso, le divergenze sul come procedere non sembrano essere state affinate. È noto che la Better Regulation si fonda su tre pilastri fondamentali che sono la semplificazione normativa, la riduzione degli oneri amministrativi e l’analisi di impatto delle norme. “In questi anni abbiamo tanto parlato di come migliorare il sistema di produzione delle norme, abbiamo scritto pagine e pagine di documenti, pareri, raccomandazioni, libri bianchi, verdi e di ogni altro colore, ma non siamo ancora riusciti a produrre una direttiva sul tema”, ha commentato Jorge Pegado Liz, giurista portoghese e consigliere del CESE.
Al momento si è cercato di creare le condizione ottimali grazie alle quali tutte le parti in causa del processo legislativo abbiano modo di potervi partecipare. La costituzione della piattaforma Refit (Regulatory Fitness and Performance Programme) si configura infatti come un luogo di incontro tra i diversi stakeholders: istituzioni, gruppi di interesse, società civile organizzata. Lo strumento dell’analisi di valutazione dell’impatto delle norme, inoltre, permette di osservare le ricadute che questa avrebbe nella vita pratica di cittadini e imprese.
La sensazione che si ha però è che tutto questo meccanismo viaggia ancora su un piano teorico e non sembra però aver condotto a veri e propri risultati di efficienza ed efficacia normativa di cui invece si sente fortemente necessità. Sul piano della tutela del consumatore, ha evidenziato infatti la direttrice generale dell’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori- Beuc, Monique Goyens: “Servono molto più che programmi di istruzione e formazione. Perché un consumatore sia davvero consapevole occorre che sia messo nelle condizioni di comprendere il contenuto di una legge che lo riguarda. Solo così potrà far valere i suoi diritti”.

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