Entra in vigore una legge per la quale ci siamo battuti grazie all’azione dei malati che hanno reso pubblica la propria lotta per essere liberi di scegliere fino alla fine”. Lo ha dichiarato Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, in una nota che preannunciava l’entrata in vigore, oggi 31 gennaio, della legge sul biotestamento (n.219/2017).

Approvata il 14 dicembre2017, la legge “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona”, riconoscendo le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, anche dette DAT.

Una legge che ha segnato il raggiungimento di una delle maggiori conquiste di civiltà nel nostro Paese da molti anni a questa parte.

Le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) sono la principale novità della legge sul testamento biologico approvata in via definitiva dal Senato il 14 dicembre scorso (il 20 aprile scorso era arrivato il sì della Camera): si riconosce infatti la possibilità di scegliere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie e la libertà del paziente di rinunciare ad alcune terapie, in particolare alla nutrizione e all’idratazione artificiale.

Si pone ora il problema di garantire l’effettiva applicazione della norma: su un tema tanto delicato e complesso è più che mai fondamentale assicurare ai cittadini il completo accesso a tutti gli strumenti previsti dalla legge.

La legge prevede l’esistenza di una apposita Banca dati delle Dat a livello nazionale o comunale, tuttavia perché il sistema sia pienamente operativo c’è ancora molto da fare: la Banca dati nazionale non è ancora attiva – e non lo sarà finché il Ministero della Salute non emetterà un decreto ad hoc – e, stando agli ultimi dati disponibili, i Comuni che ad oggi hanno istituito un registro relativo al testamento biologico sono solo 187 in tutta Italia.

Chiediamo alle istituzioni ad ogni livello”, dicono dall’associazione Luca Coscioni, “di informare correttamente i cittadini sui loro nuovi diritti, alle Regioni di inserire le Disposizioni Anticipate di Trattamento nella tessera sanitaria e ci prepariamo a presentare denunce penali contro eventuali provvedimenti di questo o dei futuri Governi che mirassero a introdurre inesistenti possibilità di imposizione di coscienza da parte delle strutture sanitarie private sulla pelle dei cittadini malati”.

“Il fatto che si stia attraversando una fase di transizione politica non può e non deve costituire un alibi per eventuali ritardi: è necessario accelerare i tempi per garantire l’applicazione di una normativa che, finalmente, ha riconosciuto una fondamentale libertà di scelta del cittadino”, dichiara sull’argomento Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori.

Oltre agli aspetti burocratici, poi, si pone la questione dell’obiezione di coscienza: è assolutamente indispensabile disporre controlli capillari per scongiurare il rischio che un elevato ricorso a questa opzione da parte del personale sanitario renda di fatto impossibile l’attuazione della volontà espressa dai pazienti.

È dunque evidente l’urgenza di un intervento coordinato da parte di tutti gli attori istituzionali coinvolti – dalle amministrazioni comunali e regionali ai Ministeri passando per le Autorità nazionali e le Asl – per assicurare che i cittadini possano usufruire concretamente, semplicemente e rapidamente di una possibilità che a partire da oggi è garantita dalla legge.

 

Notizia pubblicata il 31/01/2018 ore 17.17

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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