Ryanair sempre più nel caos. La compagnia irlandese, dopo aver annunciato la cancellazione di 2.000 voli nel periodo tra metà settembre e la fine di ottobre per permettere ai suoi dipendenti di smaltire le ferie, si trova ora a gestire una situazione davvero complicata.

Le ultime notizie apparse sulla stampa irlandese dicono che la low cost avrebbe offerto ai suoi piloti un bonus straordinario fino a 12.000 euro in cambio della parziale rinuncia alle ferie, allo scopo di far fronte alle cancellazioni di circa 50 voli la settimana nel prossimo mese e mezzo che rischiano di costare alla compagnia fino a 25 milioni in rimborsi.

Il pagamento dei bonus sarebbe condizionato al fatto che i piloti completino oltre 800 ore di volo nell’anno che terminerà a fine ottobre 2018 e accetteranno (se hanno preso un mese di ferie) di lavorare durante uno o due ‘blocchi’ di cinque giorni che la compagnia ha individuato per coprire il periodo più critico per le cancellazioni.

Per quanto riguarda la situazione degli aeroporti italiani, sono 702 i voli cancellati da Ryanair in arrivo e in partenza verso mete nazionali ed estere (qui la lista completa dei voli).

La situazione che è stata creata con la cancellazione dei voli Ryanair è molto grave. Sono stati provocati gravi disagi ai nostri cittadini e noi pretendiamo un rispetto assoluto dei diritti del passeggero”, ha dichiarato il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, alla Festa dell’Unità di Imola. “Ho chiamato Enac perché ci sia la massima vigilanza, che vuol dire rimborsi completi, riprogrammazione dei voli, e anche le compensazioni, cioè le multe per questi disagi che sono stati creati. Seguiremo l’evoluzione non possiamo fare sconti a nessuno per disagi così grandi”.

Intanto cominciano ad arrivare le prime segnalazioni di disagi subiti da passeggeri italiani che avevano scelto Ryanair per i loro spostamenti. Una famiglia con bambini piccoli che si trovava in vacanza in Sicilia, l’11 settembre è stata avvisata della cancellazione del volo di rientro esattamente 2 ore e mezza prima della partenza. Per tornare a Verona, la famiglia ha dovuto noleggiato un’auto. Un gruppo di ragazze ha dovuto acquistare da Madrid un biglietto di altra compagnia per tornare a casa, perdendo una giornata di vacanza per una questione di orari; un ragazzo è stato avvisato la sera prima che il suo volo per Lisbona non sarebbe partito: la vacanza è finita ancora prima di iniziare.

Sale anche la tensione nella fila delle associazioni dei consumatori.

“A giudicare dalle migliaia di voli cancellati e dalla recente decisione di ridurre a uno il numero di bagagli da portare a bordo, sembra che a Ryanair dei diritti e dei bisogni dei passeggeri, oltre che dei suoi dipendenti, non interessi granché”, dichiara Roberto Tascini, presidente di Adoc. “Un episodio grave, che non solo crea gravissimi disagi a centinaia di migliaia di passeggeri e aziende e in un lasso di tempo molto esteso, ma che pregiudica l’intero settore del trasporto aereo e il turismo”, aggiunge Tascini.

Enac e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti convochino la compagnia aerea Rynair per accertare se le cancellazioni previste in Italia sono tutte indispensabili. Non vorremmo, infatti, che alcune nazioni fossero alla fine più favorite e avvantaggiate rispetto ad altre, magari solo perché in quelle c’è stata maggiore attenzione e pressione politica”, chiede Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non basta, poi, che la compagnia aerea metta sul sito l’elenco dei voli cancellati. I consumatori vanno avvisati uno per uno, attraverso il numero di telefono e le email lasciate al momento della prenotazione. Verificheremo che sia fatto”, conclude Dona.

Un problema nell’organizzazione della compagnia di certo non può pesare sui passeggeri, come invece sta accadendo”, dichiara Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori. L’associazione sottolinea che in queste ore si stanno riscontrando numerose criticità nelle modalità di avviso ai passeggeri circa la cancellazione del proprio volo: la compagnia invita i passeggeri a controllare la propria casella di posta elettronica, se non ci dovessero essere messaggi di cancellazione il volo è da intendersi regolare. “Purtroppo, stando alle segnalazioni degli utenti, non sempre è così”. Federconsumatori ha chiesto l’avvio di un confronto con l’Enac al fine di verificare la possibilità di definire procedure semplificate per i dovuti rimborsi e risarcimenti che spettano ai cittadini, nonché per porre in essere ogni provvedimento utile a scongiurare il verificarsi di situazioni analoghe in futuro.

Tutte le associazioni ribadiscono inoltre le modalità con le quali si può agire nei casi di cancellazione del volo. Ecco quanto previsto dalla Carte dei diritti del passeggero.

  • Rimborso o riprotezione. Il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata (oppure anche per le parti di viaggio già effettuate, se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale e del volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale) o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti.
  • Compensazione. Indipendentemente dalla scelta effettuata per il rimborso, ha poi diritto ad una compensazione pecuniaria pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’UE. La cifra è dimezzata se al passeggero è offerto un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi rispetto al volo originario, rispettivamente, le 2, 3 o 4 ore. La compensazione pecuniaria deve essere pagata in contanti, salvo che il passeggero non preferisca buoni di viaggio e/o altri servizi. Il diritto non scatta se il consumatore è informato della cancellazione con almeno 2 settimane di preavviso, o 7 giorni prima purché venga offerto un volo alternativo non più di 2 ore prima dell’orario di partenza originario e che si possa raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, oppure meno di sette giorni prima, qualora venga offerto un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza iniziale che consenta di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo originariamente previsto. La compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso (ad esempio incidenti, condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo, scioperi). Non è questo il caso e, quindi, si ha diritto alla compensazione pecuniaria.
  • Assistenza. Il consumatore ha diritto, a titolo gratuito, all’assistenza, ossia a 2 telefonate, o fax o email, pasti e bevande in relazione all’attesa e, nel caso si renda necessario, il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo e trasporto tra aeroporto e luogo di sistemazione. Il diritto all’assistenza, quindi, per la vicenda Ryanair non dovrebbe scattare, sempre che se il consumatore è stato correttamente avvisato e non si è, quindi, recato inutilmente in aeroporto.

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