Allevamenti in gabbia

Allevamenti in gabbia, Italia 17a a livello europeo

Nei giorni scorsi la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il Governo ad attivarsi affinché sia possibile etichettare la carne di coniglio indicando, oltre all’origine, anche il metodo di allevamento, valutando inoltre l’opportunità di incentivare sistemi più rispettosi del benessere animale.

“È molto positivo che la Commissione Agricoltura abbia votato all’unanimità una risoluzione che finalmente tiene in considerazione sia il benessere animale come fattore imprescindibile per la competitività del Made in Italy, sia le richieste dei consumatori di poter scegliere prodotti più rispettosi degli animali”, dichiara CIWF Italia Onlus, che dal 2014 è impegnata in una campagna per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti di conigli italiani, coerentemente con una più ampia tendenza europea.

Conigli in gabbia
Conigli in gabbia

L’iniziativa End the Cage

L’Iniziativa dei Cittadini Europei ‘End the Cage Age’, lanciata da CIWF nel settembre 2018 insieme ad altre 170 organizzazioni di cui 20 italiane, che si concluderà il prossimo 11 settembre, ha già raccolto 1,2 milioni di firme, dimostrando quanto la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti sia un argomento che sta a cuore agli europei, oltre che agli italiani. Nel nostro Paese, inoltre, la petizione è stata firmata anche dal ministro della Salute Giulia Grillo, che ha recentemente ribadito il proprio impegno a lavorare per la dismissione graduale delle gabbie.

“Apprezziamo molto il fatto che la politica stia recependo il messaggio dei cittadini, sempre più interessati alle condizioni degli animali negli allevamenti e a consumare prodotti di qualità”- ha spiegato CIWF- “Speriamo che anche i produttori italiani di coniglio, che finora hanno tenuto scarsamente in considerazione l’istanza etica dei consumatori, inizino a indirizzarsi verso sistemi più rispettosi del benessere animale, così come sta accadendo in altri Paesi.”

Le condizioni dei conigli in Italia

In Italia, oltre il 95% dei 21 milioni di conigli allevati ogni anno, trascorrono la loro vita in gabbie di batteria o arricchite. Il settore cunicolo italiano, una volta leader nella produzione europea, da diversi anni è in crisi, a causa di un’intrinseca arretratezza e frammentazione, subendo così la competizione dei paesi esteri, sia europei che extra europei.

In termini di benessere animale, ad esempio, la Francia, uno dei principali competitor del nostro Paese, ha appena lanciato un nuovo sistema di allevamento all’avanguardia, a cui sarà convertito il 25% delle filiere dei 3 maggiori produttori francesi entro il 2025. Un evento che segna il passo di una tendenza verso il miglioramento del benessere animale a cui l’Italia non può rimanere estranea. L’etichetta di origine, il Made in Italy, rischierebbe di diventare una denominazione senza alcuna garanzia per il benessere animale.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)