Marrakech apre le porte al summit mondiale per la salvaguardia del clima: da oggi fino al 18 novembre, infatti, si svolgerà al 22esima Conferenza Onu sul clima. Dopo l’Accordo firmato dai grandi della Terra nel corso della COP21 a Parigi lo scorso anno, la parola d’ordine di questa nuova edizione è passare con immediatezza dalle parole ai fatti. A Bab Ighli, la porta dalla quale anticamente entravano in città i carovanieri del deserto con le loro merci preziose, si deciderà infatti la strategia per ridurre la temperatura del Pianeta. “Cento paesi dei 197 presenti a Marrakech hanno formalmente siglato l’Accordo di Parigi, un segnale positivo”, dice Patricia Espinosa, Segretaria UNFCCC, “Il 15 novembre a Marrakech dovranno tutti ritrovarsi attorno ad un tavolo per tracciare per la prima volta insieme la strategia attuativa di quel piano studiato l’anno scorso in Francia. Sarà l’evento clou della conferenza. Marrakech darà l’opportunità anche ai paesi in via di sviluppo di presentare la road map per il raggiungimento dello scopo”, dice ancora Espinosa. “Ma sarà anche un gigantesco contenitore di tutte le iniziative pubbliche e private utili per incrementare la battaglia contro il riscaldamento climatico“.

100 miliardi di dollari l’anno: è questo lo stanziamento necessario a sostenere l’azione climatica nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime Onu, si legge su Ansa, servono dai 5 ai 7 mila miliardi annui per raggiungere un modello di sviluppo sostenibile. “È urgente passare a una fase di basse emissioni e di resilienza climatica”, ha più volte sottolineato il Segretario Generale Ban Ki-moon. Se il vertice di Parigi ha quindi fissato le linee guida per passare a uno sviluppo economico meno inquinante, da quello di Marrakech ci si aspetta molto di più: si dovrà tracciare la mappa di chi soffre di più e di chi inquina di più.

Intanto la società civile comincia a mobilitarsi e ha lanciare iniziative affinchè gli accordi e le strategie non restino solo sulla carta.  “Questa differenza tra obiettivi e azioni è un problema che va risolto subito, con tagli delle emissioni più cospicui e veloci per ogni Paese, come evidenziato anche dall’UNEP”, afferma Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. “Occorre dunque che i governi si impegnino per presentare un piano biennale per una diminuzione delle emissioni più rapida e aumentare il supporto a quei Paesi già oggi gravemente colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

Il giorno dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi nell’Unione Europa, avvenuta il 4 novembre- vale a dire a ridosso della nuova COP, la Coalizione Clima ha lanciato un Twitterstorm e una mobilitazione in piazza per informare la cittadinanza in vista della COP22: centinaia di volontari delle varie associazioni facenti parte della Coalizione Clima sono scesi nelle strade di molte città, tra cui Verona, Genova, Milano, Napoli, Pisa, Reggio Calabria, Ariccia (Rm), San Ferdinando di Puglia (FG), Carcagnano (Pr), Palermo, Venezia per informare dell’importanza di questo evento ma, soprattutto, dell’urgenza di passare dalle parole ai fatti.

Il 4 novembre è entrato in vigore, a tempo di record, l’accordo di Parigi che era stato firmato nel dicembre dello scorso anno nella capitale francese. È un’ottima notizia”, dichiarano gli esponenti della Coalizione, “ma ora occorre innalzare le ambizioni per rispettare l’obiettivo di mantenere l’aumento di temperatura entro 1.5°C. Gli impegni oggi sul tavolo, infatti, proiettano il mondo verso un aumento superiore ai 3°C, con conseguenze irreversibili e devastanti. Per questo è importante che ogni Paese aumenti i propri obiettivi sul taglio delle emissioni, la quota di energia da fonti rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica: in Marocco dobbiamo passare dalle parole ai fatti”.

L’Unione Europea siederà al tavolo con i Paesi che hanno già ufficialmente ratificato l’accordo, insieme a grandi inquinatori come Cina e Stati Uniti. Anche l’Italia, seppure in ritardo rispetto all’UE e a molti altri Paesi, ha ratificato ufficialmente l’accordo di Parigi e speriamo possa giocare un ruolo positivo nei prossimi negoziati”.

Ci auguriamo che l’Unione Europea voglia riacquisire quella leadership nella lotta ai cambiamenti climatici che ha perso negli ultimi anni. Per farlo dovrà chiaramente innalzare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni e puntare in maniera decisa sulle energie rinnovabili”, concludono gli esponenti della Coalizione, “Anche l’Italia è decisamente chiamata a fare uno scatto importante, passando dagli annunci degli ultimi anni a dei provvedimenti concreti, per invertire un trend che vede nel nostro Paese le energie rinnovabili addirittura in calo negli ultimi due anni”.

La Coalizione Clima, al cui interno siedono oltre 200 associazioni e comitati, è nata lo scorso anno in vista della COP21 di Parigi, e sta continuando a fare informazione ed organizzare mobilitazioni sul tema dei cambiamenti climatici. Alla Coalizione Clima italiana aderiscono organizzazioni che operano in campo ambientale, sociale, sindacale, categorie produttive a testimonianza di quanto urgente, importante e trasversale sia il tema dei cambiamenti climatici.

 

 

 

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