Corte Costituzionale: il consumatore ha diritto alla riduzione del costo del credito in caso di restituzione anticipata del finanziamento (fonte immagine Pixabay)

Il consumatore ha sempre diritto alla riduzione del costo totale del credito se restituisce in anticipo il finanziamento. È quanto informa una nota della Corte Costituzionale.

«In caso di restituzione anticipata del finanziamento – spiega la Corte – il diritto del consumatore alla riduzione dei costi sostenuti in relazione al contratto di credito non può essere limitato a talune tipologie di costi, in funzione di quando sia stato concluso il contratto».

La riduzione del costo del credito

È quanto si legge nella sentenza n. 263 depositata oggi (redattrice la giudice Emanuela Navarretta), con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 11-octies, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2021 (convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106), nella parte in cui limitava ad alcune tipologie di costi il diritto alla riduzione spettante al consumatore. La norma riguardava i contratti conclusi dopo l’entrata in vigore della disciplina attuativa della direttiva 2008/48/CE (decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141), ma prima dell’entrata in vigore della legge n. 106 del 2021.

In questa limitazione, prosegue la nota, la Corte costituzionale ha ravvisato una violazione dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e, in particolare, della direttiva 2008/48/CE, come interpretato dalla Corte di giustizia con la sentenza Lexitor. Nella pronuncia riferita, la Corte di giustizia della Ue ha chiarito che il diritto alla riduzione deve riferirsi a tutti i costi sostenuti dal consumatore, e che la riduzione deve operare in proporzione alla minore durata del contratto, conseguente alla restituzione anticipata.

«Per effetto della sentenza della Corte costituzionale – conclude la nota – spetterà, dunque, ai consumatori il diritto alla riduzione proporzionale di tutti i costi sostenuti in relazione al contratto di credito, anche qualora abbiano concluso i loro contratti prima dell’entrata in vigore della legge n. 106 del 2021».

 

 

Movimento Consumatori: la sentenza rafforza i diritti dei consumatori

Soddisfatto il Movimento Consumatori, che in questi anni ha sempre ritenuto illegittimo e anticoncorrenziale il comportamento delle società finanziarie e ha ottenuto diverse sentenze inibitorie collettive nei confronti di alcuni istituti di credito che contravvenivano alla sentenza della Corte di giustizia.

«Questa sentenza  – afferma Paolo Fiorio, coordinatore del servizio legale nazionale MC – rafforza i diritti dei consumatori ed elimina ogni ostacolo al rimborso dei cittadini in un settore nel quale le commissioni applicabili hanno determinato un costo complessivo del credito inaccettabile».

La decisione, aggiunge il segretario generale di MC Alessandro Mostaccio, «pone finalmente rimedio al grossolano scivolone della norma del DL Sostegni bis, approvata dal governo Draghi, che era contraria ai capisaldi del rispetto delle regole e delle istituzioni Ue».


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Parliamone ;-)