riciclaggio denaro

Criminalità, emergenza sanitaria e crisi economica

Con l’emergenza sanitaria si è aperta una prateria per la criminalità e le infiltrazioni illegali nel sistema produttivo. Truffe sulle forniture sanitarie, movimenti poco chiari di contanti che possono rivelare usura, sfruttamento della fragilità economica di aziende e famiglie in crisi di liquidità.

«L’emergenza sanitaria ha aperto un enorme spazio di manovra alla criminalità per impadronirsi di ampi perimetri della vita del Paese», è l’allarme che arriva dall’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF) della Banca d’Italia.

 

cyber crime

 

L’emergenza apre spazi alla criminalità

Il direttore della UIF Claudio Clemente ha presentato il rapporto annuale sull’attività svolta nel 2019. Nelle sue parole c’è il monito per le conseguenze della pandemia sul sistema economico e sulle opportunità di manovra che la crisi apre alle infiltrazioni criminali nell’economia.

«L’economia è piombata in una delle crisi più severe dalla Grande Depressione», dice il direttore della UIF, e la pandemia ha esacerbato le fragilità del sistema economico, fra piccoli imprese che hanno una struttura finanziaria debole e consumi privati al palo (e non da oggi).

«Gravi sono le conseguenze della crisi sanitaria sulle opportunità di lavoro e di accesso ai servizi sociali e sanitari. È consistente il rischio che con la recessione le diseguaglianze sociali, già significative nel nostro Paese, si amplifichino, diventando intollerabili».

Già nella fase dell’emergenza sanitaria si sono aperti spazi alla corruzione e agli illeciti. Il comparto della sanità è stato infatti particolarmente esposto ai rischi di frode nelle forniture di dispositivi medici, perché si doveva fare presto, non si poteva sempre verificare l’affidabilità dei fornitori e si è incorsi spesso in truffe sulla conformità dei prodotti o sulla loro effettiva fornitura.

«L’offerta di prodotti sanitari contraffatti o inesistenti ha investito pure il settore privato, interessato anche da sollecitazioni di donazioni per falsi interventi di beneficenza collegati all’epidemia».

Infiltrazioni criminali nel sistema produttivo

La criminalità è particolarmente attiva anche perché è pronta ad accaparrarsi sussidi pubblici e aiuti e a fornire liquidità, quindi soldi, a imprese e famiglie che non ce la fanno.

«La situazione di grave necessità che ha colpito tanti cittadini – denuncia il direttore UIF – favorisce l’attivismo della criminalità organizzata nell’occupare spazi ritenuti non coperti dall’intervento dello Stato e ampliare in tal modo la penetrazione nel tessuto sociale con offerte di sostegno finanziario e protezione in cambio di servizi illegali e omertà».

Il pericolo di infiltrazioni criminali nel sistema produttivo è quello più grave.

«La crisi di liquidità in cui versano le imprese le rende facili prede di acquisizioni della proprietà o del controllo soprattutto da parte della criminalità organizzata, che dispone di ampie riserve di fondi derivanti da attività illegali – spiega Clemente – Le aziende, oltre alle famiglie, sono particolarmente vulnerabili anche alle proposte di prestiti usurai, che possono diventare il mezzo per un successivo rilevamento dell’attività, agevolato dalle difficoltà di rimborso».

Un’altra sfida per i servizi antiriciclaggio e antiterrorismo è stato il trasferimento online di molte attività illegali. «Le restrizioni alla mobilità individuale attuate nella fase acuta della pandemia hanno infatti accentuato lo sfruttamento del dark web, dei social media e in generale di piattaforme online per trasferire fondi, vendere prodotti illegali o attuare truffe».

 

Addio al contante
Pagamenti in contante

 

Anomali movimenti di contante

Così fra fine febbraio e metà giugno la UIF ha ricevuto circa 350 segnalazioni di operazioni sospette direttamente collegate all’emergenza (come le anomalie nelle forniture sanitarie) e sono state riscontrati anomali movimenti di contante in circa 250 segnalazioni.

Sono spesso motivati dalle misure di contenimento ma il timore è che rivelino usura. «In alcuni casi il profilo soggettivo dei nominativi convolti e le modalità operative suggeriscono il possibile coinvolgimento della criminalità e forme di usura».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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