Un’approvazione attesa da lungo tempo, quella che ha finalmente ottenuto il disegno di legge che punta a contrastare il fenomeno del cyberbullismo. Ieri, infatti, l’Aula del Senato, con 224 voti favorevoli (un solo voto contrario e 6 astenuti), ha concluso il cammino del disegno di legge partito nel 2014 su proposta della Senatrice PD, Elena Ferrara. cyberbullismoLa senatrice, ex insegnante, tra i suoi alunni ha avuto anche Carolina Picchio, la ragazza quindicenne che, dopo essere stata violentata da un gruppo di ragazzi, non ha retto al supplizio del video del suo stupro che circolava sul web e si è tolta la vita.

L’iter seguito dal ddl parte dunque poco più di due anni fa. Dopo un primo esame al Senato, il testo del ddl era passato nel 2015 alla Camera. Qui aveva subito diverse modifiche: una serie di emendamenti spostavano il proposito delle legge dalle violenze perpetrate sulla Rete al bullismo in tutte le sue manifestazioni. Inoltre, le modifiche introducevano la possibilità di oscurare i contenuti lesivi anche per i maggiorenni ed erano state introdotte norme penali. In molti non hanno apprezzato i cambiamenti, così, durante la nuova discussione in Senato, il testo è stato riportato alla sua forma originaria.

“Abbiamo riproposto sostanzialmente il testo originario, quello che venne approvato qui a Palazzo Madama” il 20 maggio del 2015, spiega alla stampa (ansa.it) la prima firmataria e relatrice Elena Ferrara, “perché abbiamo preferito scollegare la tutela dei minori da quella degli adulti” senza rimettere mano al codice penale. “Il fenomeno del cyberbullismo è talmente grave”, sottolinea, “che abbiamo scelto di concentrarci sui minorenni che sono i più deboli“.

Tra le novità previste dalla legge, vi è anche una definizione chiara del fenomeno e la possibilità, per il minore (anche senza che il genitore lo sappia) di chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione della “cyber aggressione”. Nel caso in cui il gestore ignori l’allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro 48 ore dovrà intervenire.

Il disegno di legge istituisce, tra l’altro, un Tavolo tecnico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio con il compito di coordinare i vari interventi e di mettere a punto un Piano integrato contro il bullismo via web.per quanto riguarda invece la “procedura di ammonimento”, il bullo di età superiore ai 14 anni verrà convocato davanti al Questore insieme ai genitori.

Anche la scuola dovrà fare la sua parte: ogni istituto infatti dovrà nominare un insegnante per il contrasto e la prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avere il supporto diretto delle Forze dell’Ordine.


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