Decreto aiuti quater, prorogata al 10 gennaio 2024 la fine del mercato tutelato del Gas

Decreto aiuti quater, prorogata al 10 gennaio 2024 la fine del mercato tutelato del Gas

La fine del mercato tutelato del Gas, si apprende da una nota Ansa, è stata prorogata al 10 gennaio 2024, secondo quanto previsto dal Decreto aiuti quater. Mentre il termine per l’elettricità era già fissato al 10 gennaio 2024.

Una notizia accolta favorevolmente dalle Associazioni dei Consumatori.

Approviamo la scelta di rimandare la fine del mercato tutelato del gas – commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons – anche in considerazione delle tariffe letteralmente esplose sul mercato libero dell’energia, che avrebbero provocato a partire dal prossimo gennaio ulteriori danni economici alle famiglie”.

Per Federconsumatori “Una misura fortemente richiesta, soprattutto in una fase in cui le aziende sul mercato libero stanno adottando, in molti casi, comportamenti scorretti ed ingannevoli“.

“Ottima notizia” anche per l’Unione Nazionale Consumatori. “La proroga al 10 gennaio 2024 del regime di tutela del prezzi del gas per le utenze domestiche. Speriamo, però, che il provvedimento sia esteso anche alla luce per quanto riguarda i condomini e le microimprese”,  afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’UNC.

Decreto aiuti quater, Consumatori: misure deboli

Le Associazioni dei Consumatori, tuttavia, sono critiche verso le altre misure contenute nel Decreto Aiuti Quater.

Assoutenti approva il rinvio della fine del mercato tutelato del gas al 2024 e la riduzione delle accise sui carburanti, ma – spiega il presidente Furio Truzzi – “non vediamo nel decreto provvedimenti in grado di abbattere le bollette degli italiani, e per questo sospendiamo il giudizio, considerato che le misure inserite nel testo vanno nella unica direzione di sostenere il gas e poco le rinnovabili, rendendo il Dl Aiuti quater insufficiente e sbilanciato”.

Anche il Codacons ritiene utile la proroga al 31 dicembre del taglio delle accise sui carburanti, “tuttavia – sottolinea Rienzi – ad una prima lettura delle misure inserite nel decreto, ci pare che queste siano tese più ad aiutare le imprese che le famiglie, e ci attendevamo provvedimenti più efficaci sul fronte delle bollette di luce e gas”.

“Quanto al contributo da 50 euro ai piccoli commercianti per l’acquisto del Pos – conclude Rienzi – ci auguriamo che tale provvedimento sia vincolato alla conferma delle sanzioni per gli esercenti che non accettano pagamenti elettronici perché, in caso di marcia indietro sulle multe, si tratterebbe di una colossale presa in giro a danno degli italiani e pagata coi soldi pubblici”.

Analogo il parere dell’UNC: “Le famiglie sono state dimenticate – afferma Vignola. – Tutti i soldi contro il caro bollette sono destinati alle imprese. Una presa in giro delle famiglie che, dopo l’annuncio di settimana scorsa di voler stanziare subito oltre 9 miliardi su questo quarto trimestre 2022 contro il caro energia di imprese e famiglie, si attendevano una riduzione delle bollette della luce e del gas che stanno pagando ora, non nel 2023. Nulla, invece, è stato previsto, salvo l’ampliamento dei fringe benefit, che però è solo una facoltà delle imprese concedere ai lavoratori e poi la conferma del provvedimento di Draghi sui carburanti sino a fine anno. Insomma, niente di nuovo all’orizzonte, ma solo la mera ripetizione di quanto già fatto dal vecchio Governo e limitatamente a benzina e gasolio”.

 

decreto aiuti quater

 

Insoddisfatta anche Federconsumatori: “Complessivamente, il Decreto Aiuti quater risulta una sbiadita fotocopia delle misure già adottate, ancora inadeguate. Dei 9 miliardi stanziati solo 1 è destinato ai cittadini. Ad aggravare le preoccupazioni è anche la NADEF 2023 approvata dal Governo nei giorni scorsi che, per il caro bollette stanzia solo 22 miliardi di euro, che basteranno, forse, solo fino ad aprile”.

“Il Decreto, che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti”, relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento – spiega l’associazione. – Le risorse stanziate, che coprono i mesi di novembre e dicembre 2022, non prevedono novità positive rilevanti rispetto a quanto già visto nei mesi scorsi: in realtà, su gas ed elettricità, si limitano a una semplice proroga del taglio degli oneri di sistema e dell’Iva. Misura del tutto insufficiente a fronteggiare la crescente difficoltà delle famiglie, soprattutto con l’inverno alle porte”.

“Incomprensibile e inaccettabile – prosegue – l’esclusione degli utenti domestici dall’accesso alla rateizzazione delle bollette, riservata esclusivamente alle aziende. Sarebbe necessario disporre, almeno, delle garanzie affinché la rateizzazione possa essere effettuata per i cittadini da parte di istituti bancari”.

L’innalzamento al tetto del contante fino a 5.000 euro è – per Federconsumatori – “improponibile“.

“Come dimostrano innumerevoli studi, analisi, rapporti e ricerche – spiega l’associazione – una così elevata circolazione del contante rappresenta un forte rischio di aumento dell’economia sommersa e dell’evasione, che non solo non apportare alcun beneficio alle famiglie, ma anzi le danneggia poiché concorre ad un aumento dell’inflazione”.

“Anche in tema di superbonus – prosegue Federconsumatori – al netto delle considerazioni sulle criticità esistenti, ci pare del tutto ingannevole far passare la norma che riapre la possibilità di accedere al nuovo bonus per le proprietà unifamiliari per una misura a favore delle famiglie meno abbienti: di certo un nucleo con un reddito reale di 15.000 euro annui difficilmente potrebbe permettersi un’abitazione della tipologia prevista dalla norma”.

L’associazione, dunque “si augura che il Governo accolga queste osservazioni e si decida, come non avviene da tempo, a convocare un tavolo con i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, per ascoltare, dalla voce di chi ne ha esperienza diretta, le esigenze, i problemi e le possibili soluzioni più idonee per tutelare i cittadini”.


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