Economia circolare, verso una legge europea. Bruxelles: rivedere le norme sui Raee (Foto Leo Arslan per Pexels)

La direzione è l’economia circolare. Oggi la Commissione europea ha avviato una serie di azioni e iniziative per “accelerare la transizione dell’UE verso un’economia circolare e preparare il terreno per la legge sull’economia circolare, prevista per il 2026”. Le iniziative avviate oggi riguardano le norme sulle spedizioni di rifiuti e una valutazione della legislazione sui rifiuti elettronici, mentre nei prossimi giorni Bruxelles intende pubblicare norme per migliorare l’efficienza del riciclo e il recupero dei materiali che vengono dai rifiuti di batterie.

«Dobbiamo cogliere la transizione verso un’economia circolare come un’opportunità per l’Europa di guidare l’innovazione, la competitività e standard ambientali elevati», ha commentato Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva.

La Commissione europea attuerà dunque un sistema digitale di spedizione dei rifiuti, per cui le imprese passeranno dalle procedure cartacea a quelle digitale per spedire i rifiuti nel mercato unico Ue. I sistemi digitali dovranno sostituire le procedure cartacee dal 21 maggio 2026. Tutto questo, spiega Bruxelles, nell’ottica di semplificare le operazioni, migliorare la tracciabilità dei rifiuti e porre un freno alle spedizioni illegali.

Rifiuti elettrici ed elettronici, quasi la metà non viene raccolto

Un altro campo di azione sono i Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, fondamentali nella gestione dei rifiuti e per raggiungere gli obiettivi dell’economia circolare. La Commissione ha pubblicato oggi una nuova valutazione della direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il documento individuare alcune carenze, come il fatto che quasi il 50 % di tutti i rifiuti elettronici non venga raccolto.

Il riciclo inoltre non raggiunge gli obiettivi di raccolta negli Stati membri dell’UE, dove a oggi viene riciclato solo il 40% circa dei Raee. Nel 2022 solo Bulgaria, Lettonia e Slovacchia hanno raggiunto l’obiettivo di raccolta del 65% dei Raee, calcolato sulla quantità immessa sul mercato nei tre anni precedenti.

La valutazione di Bruxelles spiega che “fattori economici, commercio illegale, mancanza di infrastrutture e scarsa consapevolezza pubblica hanno rappresentato ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta”.

«Dobbiamo liberare il potenziale dei rifiuti elettronici per promuovere la transizione pulita, decarbonizzare e rafforzare l’economia circolare – ha commentato la Commissaria Roswall – La valutazione della Direttiva RAEE evidenzia dove sono necessari miglioramenti, in particolare in termini di recupero delle materie prime critiche. È essenziale colmare queste lacune per proteggere meglio l’ambiente, aumentare la competitività dell’UE e rafforzare la nostra sicurezza economica».

Nel 2022 sono state immesse sul mercato 14,4 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sono state raccolte 5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. I Raee rappresentano il flusso di rifiuti in più rapida crescita nell’UE, con un aumento di circa il 2% annuo. L’uso e il riciclo dei Raee è dunque un campo dal vasto potenziale, perché permette di recuperare e riciclare materie prime critiche. La valutazione di Bruxelles contribuirà a preparare la proposta di revisione della direttiva Raee da parte della Commissione in vista della futura legge sull’economia circolare.

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