etichetta nutriscore

Etichetta nutriscore

Ci risiamo. Approfittando forse della distrazione dei Governi, delle imprese del Made in Italy  e delle associazioni consumatori impegnate nell’emergenza COVID, Nestlè torna alla carica riproponendo l’adozione obbligatoria delle famigerate “etichette semaforo”, cioè quelle per cui se mangi un pezzetto di parmigiano rischi obesità e malattie cardiocircolatorie, mentre se bevi Coca Cola o mangi hamburger tuteli la tua forma e la tua salute.

Nei giorni scorsi la Multinazionale ha inviato una lettera alla Commissari europea per la salute, Stella Kyriades, sollecitando l’adozione del Nutriscore, un sistema di etichette colorate che comunicano immediatamente al consumatore se si tratta di alimento salubre o dannoso.

supermercato

 

Nestlè afferma di essere portavoce di una ampia platea di richiedenti, comprese alcune associazioni consumatori (in Europa il  BEUC, in Italia Altroconsumo).

Se l’UE accettasse questa classificazione, alimenti fondamentali del Made in Italy, e di una sana alimentazione mediterranea come l’olio d’oliva e il parmigiano, diventerebbero cibi segnalati come “pericolosi” per il loro contenuto di grassi e sali. Come se tutti mangiassero 100 g di parmigiano e condissero l’insalata con 100 cl di olio extravergine di oliva!

Il nostro Paese, dalle grandi organizzazioni agricole con in testa Coldiretti a tutte le altre associazioni consumatori, fino agli scienziati della nutrizione che da sempre individuano la dieta mediterranea come la migliore possibile, da anni combatte contro questa sciagurata ipotesi del Nutriscore, nato nei Paesi del Nord Europa e adottate nel tempo anche da Austria, Belgio, Germania, Francia e Svizzera.

La battaglia diventa sempre più difficile, perchè la Commissione Ue  ha scelto di recente l’approccio della strategia “From farm to fork”, che punta molto sulla sostenibilità, mettendo quindi sotto accusa le modalità di produzione ad esempio del parmigiano. E la riforma della PAC è stata rimandata a fine 2022, rimandando anche la riforma dei Consorzi di tutela delle DOP, attesa dai produttori italiani.

Insomma, queste nostre eccellenze alimentari corrono il rischio di essere più costose e oggetto di campagne di vero e proprio discredito che non può lasciare insensibile il governo e le forze economiche e sociali del nostra Paese.

Scrive per noi

Antonio Longo, direttore responsabile
Antonio Longo, direttore responsabile
I consumatori sono entrati nella vita professionale e militante nel 1998 e nel 2003 ho fondato questa agenzia. Dal 2010 rappresento in Europa i consumatori italiani. Il mio lavoro a Bruxelles si è concentrato soprattutto sui internet, agenda digitale, cybersecurity. Mi appassiona la comunicazione ai cittadini, in politica ed economia. Laureato in Scienze Politiche con Aldo Moro e tesi sul divieto di ricostituzione del partito fascista, ho completato la mia formazione con un Master in Sociologia del mass media. Nel 2017 con altri amici ho fondato Building Europe Srl, per migliorare l'utilizzo dei fondi europei. I miei hobby: la lettura, la musica classica e folk, il cinema. Mi diletto di cucina soprattutto con buoni risotti. Orgogliosamente salentino, cittadino del mondo

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