Inflazione in discesa, Consumatori: calo irrisorio, continuano i sacrifici delle famiglie (Foto Gustavo Fring per Pexels)

Inflazione in discesa? Per l’Unione Nazionale Consumatori è un calo “irrisorio” perché su cibo e bevande è sempre una stangata. E le ripercussioni, ricorda Federconsumatori, continuano a essere pesanti soprattutto sulle famiglie meno abbienti, che stanno attuando da tempo comportamenti improntati a rinunce e sacrifici.

 

Inflazione, stime Istat: a luglio rallenta al 6%. Carrello della spesa a più 10,4% (Foto Pixabay)

 

UNC: “calo misero e irrisorio”

L’inflazione segna un “calo misero e irrisorio” mentre i prodotti alimentari e le bevande tornano ad aumentare nel confronto mensile, nel quale segnano più 0,2%. L’Unione Nazionale Consumatori analizza le stime Istat sull’inflazione di luglio, diffuse oggi, e denuncia che il calo è lieve. Le famiglie continuano a soffrire ripercussioni per centinaia di euro e dai 600 ai 1000 euro in più l’anno pesano sul budget solo per la spesa alimentare.

I dati provvisori Istat dicono che a luglio l’inflazione scende al 6%, dal 6,4% del mese precedente.

«Un calo misero ed irrisorio – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – L’inflazione su base annua si abbassa con il contagocce e solo perché in precedenza era aumentata ancor di più, ma il dato pessimo è che mentre a giugno quella congiunturale si era finalmente fermata, ora torna a salire dello 0,1%. Insomma, i prezzi, già lunari e che hanno oramai mandato sul lastrico milioni di famiglie, continuano a crescere. I prodotti alimentari, ad esempio, su base annua passano da +11% di giugno a +10,9% di luglio, ma in un solo mese rincarano dello 0,2%».

«Per una coppia con due figli, – spiega Dona – l’inflazione a +6% significa una mazzata pari a 1725 euro su base annua, di questi ben 838 servono solo per far fronte ai rialzi del 10,9% di cibo e bevande. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva è pari a 1571 euro, 757 per mangiare e bere. In media per una famiglia la sberla è di 1307 euro, 615 per prodotti alimentari e bevande analcoliche. Il primato alle famiglie numerose con più di 3 figli con un esborso aggiuntivo pari a 1947 euro, oltre mille euro la stangata per nutrirsi e dissetarsi, 1001 euro».

Federconsumatori: famiglie strette fra rinunce e sacrifici

L’inflazione al 6%, evidenzia Federconsumatori, comporta ancora “ricadute allarmanti sulle tasche delle famiglie, sempre più provate, in questa fase, anche dai rincari sul fronte dei carburanti e delle rate di mutui e prestiti”.

L’aggravio è pari a 1.788 euro annui a famiglia “ma l’impatto per le famiglie meno abbienti è più forte, in molti casi insostenibile”.

Secondo uno studio aggiornato dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, su un paniere di 30 prodotti fondamentali, a fronte di un tasso di inflazione, oggi, del 6%, i prezzi dei prodotti essenziali aumentano mediamente di oltre il doppio, cioè del 13,8% (prendendo a riferimento i prezzi applicati a luglio 2022 e quelli di luglio 2023).

E le famiglie continuano a fare sacrifici e rinunce. Riducono il consumo di carne e pesce (-16,9% secondo Federconsumatori) spostandosi verso tagli meno costosi e meno pregiati; quasi un cittadino su due (49%) cerca assiduamente sconti e promozioni; più 11,9% l’aumento stimato degli acquisti nei discount. In molti rinunciano alle vacanze estive o ne riducono la durata.

“Di fronte a questa situazione – commenta Federconsumatori – l’ipotesi del paniere a prodotti calmierati (da noi sostenuta e proposta) rappresenta sicuramente un passo avanti, che va rafforzato con l’avvio di monitoraggi capillari dei prezzi (per snidare e contrastare attivamente i fenomeni speculativi ancora in atto) e che, dopo una prima sperimentazione, andrà migliorato e non potrà limitarsi ad un trimestre”.


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