Mascherine in tessuto

Mascherine in tessuto, quali proteggono davvero

Con l’inizio della Fase 2 le mascherine in tessuto fai da te sono state inserite dall’Istituto Superiore di Sanità tra i dispositivi di protezione individuale utilizzabili dai cittadini per proteggersi dal contagio del Coronavirus. Qualsiasi copertura per il viso può quindi servire a proteggere gli altri dall’infezione, con diversi gradi di efficacia a seconda del materiale utilizzato. Vediamo dunque qual è il supporto migliore per realizzare le mascherine in tessuto.

Ci si può fidare?

La prima cosa da tenere presente è la trama del tessuto: meglio scegliere una stoffa abbastanza fitta che sia in grado di trattenere le goccioline di saliva e allo stesso tempo che ci permetta di respirare senza soffocare. Un buon equilibrio tra comfort e protezione è necessario anche per far sì che la mascherina venga indossata nella maniera più corretta, senza correre il rischio che scivoli sul viso e che debba quindi essere continuamente sistemata e quindi toccata con le mani. In questo senso, il modello “a soffietto” con pieghe è più facile da realizzare rispetto a quello tridimensionale “a becco” e risulta più aderente.

Alcuni test condotti negli Stati Uniti sui principali tessuti di uso comune, come il cotone, la seta e la flanella di cotone, hanno fornito valide indicazioni sul loro potenziale di filtrazione. Una stoffa come il cotone a trama fitta (come il percalle usato per le lenzuola o il cotone delle camicie da uomo, il jersey delle t-shirt e la flanella) è la scelta migliore per confezionare le mascherine in tessuto fai da te, ma bisogna sempre sovrapporre almeno due/tre strati di materiale.

Sempre in base agli studi condotti, le fibre naturali hanno prestazioni migliori di quelle sintetiche e due strati sono meglio di uno. Alcuni articoli, come sacchetti da aspirapolvere e filtri per caffè (americano), fanno un buon lavoro di filtraggio ma possono rendere difficile la respirazione.

 

mascherine in tessuto
Mascherine in tessuto, i materiali migliori per realizzarle

Mascherine in tessuto ad alto grado di protezione

Panni di carta e asciugatutto. I panni di carta sono in grado di filtrare il 96% di droplets e il 33% di aerosol. Gli asciugamani assorbenti usa e getta utilizzati in alcuni negozi o dai meccanici hanno filtrato l’87% di droplets e circa il 19%di aerosol. Non è male quindi utilizzarli come materiale di base per le mascherine in tessuto oppure come terzo strato filtrante.

Federe e lenzuola. La biancheria da letto in cotone 100 riesce a trattenere il 90% delle particelle grandi (droplets) e al 24% per particelle piccole (aerosol). Per fare un esempio, cucendo insieme quattro strati di federa per cuscino a 600 fili si raggiunge la stessa protezione di una mascherina chirurgica.

Jeans e tela. Questi tessuti sono in grado di trattenere oltre il 90% di particelle grandi e circa un terzo di particelle piccole.

Strofinacci. Anche gli “strofinacci da cucina” hanno un buon potere filtrante trattenendo circa il 48% delle particelle piccole.

Protezione media

Magliette. Le magliette in cotone che non si indossano più possono essere riconvertite in mascherine in tessuto. Bisogna sapere però che la capacità di trattenere le particelle emesse con la respirazione varia molto a seconda del materiale. Una maglietta pesante probabilmente farà un lavoro migliore di una leggera. In base agli studi condotti, un singolo strato di una vecchia maglietta di cotone cattura il 20% di aerosol e il 50% di droplets; con due strati di maglietta si arriva al 77% di droplets e il 15% di aerosol.

Imbottiture per reggiseno. La forma arrotondata delle imbottiture può assomigliare a una mascherina e ci sono anche gli elastici, motivo per cui alcune persone li trasformano in mascherine per il viso. I test fatti su un reggiseno in “mussola e spugna” hanno dimostrato che è in grado di trattenere il 76% di droplets e il 14% di particelle piccole.

Borse riciclabili. Le borse per fare la spesa in “tessuto non tessuto”, filtrano il 73% di droplets e l’11% di aerosol.

Protezione bassa

Sciarpe e bandane. La maggior parte delle bandane di cotone sono realizzate in cotone molto leggero e, anche se ripiegate per quattro volte, non offrono molta protezione.

Panni per pavimenti usa e getta. Un panno per pavimenti monouso sottile che filtra solo il 7% di piccole particelle.

Mascherine in tessuto: come farle

Una volta scelto il materiale, bisogna mettersi all’opera. Per realizzare le mascherine in tessuto fai da te basta avere una macchina da cucire (ma anche saper cucire il punto dritto a mano) e usare uno dei numerosi tutorial gratuiti che si trovano online.

Servono due-tre piccoli quadrati di tessuto (20 x 20 cm), filo da cucire e due pezzetti di elastico piatto da 20 cm per fare le asole da infilare dietro l’orecchio.

Si possono preparare anche senza cucire, ripiegando in tre un grande quadrato di tessuto e infilando nelle pieghe laterali due grandi elastici circolari, come quelli da cancelleria (anche per queste esistono molti tutorial su internet).

Per il lavaggio va bene procedere con un normale detergente per il bucato a 60 °C. L’aggiunta di additivi igienizzanti è superflua e la stiratura a vapore non è strettamente necessaria.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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