Roma capitale europea dei consumatori per un giorno. Il Dialogo Nazionale Consumatori ha fatto oggi tappa nella Capitale con un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Al centro della iniziativa di presentazione e confronto, il New Deal per i Consumatori lanciato dalla Commissione europea lo scorso aprile.

“Sebbene l’Ue e l’Italia siano una best practice in tema, questo New Deal permette a tutti i consumatori europei di godere le tutele derivanti dal diritto dell’Unione anche grazie a poteri sanzionatori più incisivi rispetto al passato. In un mondo globalizzato dove le grandi imprese hanno una grande vantaggio sui consumatori abbiamo bisogno di regole che limitano questa disparità”, ha detto Vito Borrelli, Vice Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione, in apertura del Dialogo. 

Il New Deal è composto da una comunicazione politica e da due proposte di direttive. Una proposta che modifica le norme sulle clausole abusive nei contratti, in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti, sulle pratiche commerciali sleali e sui diritti dei consumatori. E una sulle azioni rappresentative per tutelare gli interessi collettivi dei consumatori. Non mancano iniziative non legislative, come programmi di comunicazione e formazione.

Sono queste le proposte al centro dei Dialoghi  e che saranno discusse in sede di Parlamento europeo e Consiglio. “Il lavoro sulle iniziative legislative del New Deal sta procedendo bene –  ha assicurato   Pinuccia Contino, Capo Unità Sicurezza dei prodotti – Sistema di Allerta Rapida, Dg Giustizia e Consumatori della Commissione Ue – L’obiettivo è accogliere le posizioni del Parlamento prima delle elezioni europee. Siamo pronti a fare tutto il possibile per permettere una conclusione rapida dell’iter”.

In rappresentanza del Governo Italiano è intervenuto Dario Galli, Viceministro dello Sviluppo Economico: “Migliorare la protezione dei consumatori, incoraggiare lo sviluppo del commercio elettronico con una regolamentazione adeguata rientra nelle finalità istituzionali del Ministero. Il governo italiano condivide gli scopi che la Commissione si propone di raggiungere. Vi sono diversi aspetti che necessitano di approfondimento. Ad esempio, sulla class action la proposta non è pienamente in linea con il nostro ordinamento e anche in materia di diritto di recesso sono necessarie delle riflessioni”.

Riflessioni e perplessità dal Dialogo Nazionale Consumatori

Le prime perplessità arrivano da Confcommercio, rappresentata da Roberto Cerminara, Responsabile Settore commercio e legislazione d’impresa: “Per quel che riguarda i rimedi individuali previsti, la nuova norma imporrebbe agli Stati membri di garantire nel diritto nazionale tipi specifici di rimedi contrattuali ed extra contrattuali in caso di pratiche commerciali scorrette. Il rischio è che lo strumento dello specifico rimedio extracontrattuale di natura risarcitoria porti a un aggravamento della posizione delle imprese. In merito al sistema sanzionatorio, è evidente che ormai quasi tutte le proposte comunitarie puntano a un suo incremento. Secondo Confcommercio i criteri che portano alla definizione delle sanzioni basati sulla situazione finanziaria dell’impresa che ha arrecato il danno e sulla entità del danno”.

Per Antonio Matonti, Direttore Affari Legislativi di Confindustria “la percezione è che non si sia all’anno zero. Sul fronte delle transazioni online, l’idea è di un certo livello di soddisfazione lato consumatori e lato imprese. Tra le questioni più problematiche, non siamo entusiasti dell’idea di abbandonare l’approccio di armonizzazione massima normativa per una versione minima. L’esperienza ci dice che quando si lascai agli Stati membri la possibilità di aggiungere e modificare, l’Italia non si fa sfuggire questa opportunità. Altra criticità, riguarda la proposta di direttiva sulle azioni collettive che vede le imprese in una posizione sbilanciata”.

Da parte dell’Antitrust, pieno appoggio a una azione educativa di comunicazione. “Credo che per il New deal sia necessario un grosso sforzo di comunicazione, perché tante regole vengono cambiate – ha detto Giovanni Calabrò, Direttore Generale DG Tutela del Consumatore dell’Autorità –  Le campagne educational come stampa sono per noi molto importanti. L’autorità italiana è forse la più attiva nell’ambito dell’enforcement”.

La voce dei consumatori si è aperta con l’intervento di Maria Pisanò, Direttore ECC-Net Italia: “Siamo di fronte a un ulteriore sforzo della Commissione in grado di affrontare le nostre nuove abitudini di consumo, ridisegnate dalle nuove tecnologie. Devo però segnalare degli allert. In primis il diritto di recesso: la proposta di modificarlo va nella direzione opposta a un elevato livello di tutela di consumatore”. Il New Deal prevede infatti che non sussista più l’obbligo giuridico di accettare i prodotti resi se il consumatore li ha utilizzati e non solo provati. Come cesserebbe l’obbligo giuridico di rimborsare un consumatore prima di ricevere il reso della merce.

Giudizio positivo dal Movimento Consumatori: “Sono 30 anni che la tutela dei consumatori è europea e il risultato è buono”, ha detto il Segretario generale Alessandro Mostaccio, che in pieno spirito costruttivo ha rilevato appunti e proposte su alcuni punti, in primis il già citato tema delle sanzioni. “Nessuno vuole ostacolare le piccole aziende – ha sottolineato – ma abbiamo visto che le pratiche sleali maggiori ad oggi non sono state represse con le sanzioni, che rischiano troppo spesso di diventare un costo aziendale da mettere in bilancio. Ci sono altre leve per ottenere trasparenza, ad esempio la sospensione temporanea dell’attività, anche pubblicitaria”. Sempre sul fronte delle sanzioni, giudizio negativo anche da parte di Codici che richiede la “necessità di danno punitivo”, ha affermato Ivano Giacomelli, Segretario generale di CODICI.

Antonio Longo, rappresentante dei consumatori italiani nel CESE (Comitato Economico Sociale e Europeo), a margine dell’evento, ha segnalato il parere approvato dal Comitato nei giorni scorsi in cui si sostiene l’iniziativa della Commissione ma si sottolineano insufficienze e contraddizioni. 

 

Notizia pubblicata il 04/10/2018 ore 17.28

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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