Le cose da fare o non fare, dire o non dire, per prendere nel verso giusto una dieta. In occasione dell’Obesity Day, che si celebra oggi 10 ottobre 2018, l’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) ha pubblicato le mosse giuste per affrontare la patologia in maniera integrata. In Italia è sovrappeso oltre 1 persona su 3 (36%, con preponderanza maschile: 45,5% rispetto al 26,8% nelle donne), obesa 1 su 10 (10%), diabetica più di 1 su 20 (5,5%) e oltre il 66,4% delle persone con diabete di tipo 2 è anche sovrappeso o obeso.

I consigli dell’ADI su cosa fare o non fare, dire o non dire
• Fare movimento, controllare il peso e mantenersi sempre attivi. Non bisogna strafare e sudare copiosamente; la chiave di lettura di un buon uso dei propri muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da un ritmo cardiaco accettabile e dalla sensazione di piacere, con respirazione appena più frequente e profonda.
• Attenzione ai condimenti e non eliminate i classici cibi ritenuti “ingrassanti”. Ricordate che pane, pasta, patate sono gli alimenti che maggiormente contribuiscono ad una adeguata sensazione di sazietà e, se in porzioni ragionevoli e conditi semplicemente, sono sani e non eccessivamente calorici. Quindi sì alla pasta, ma occhio alla quantità di sugo o di condimento aggiunto.
• Com’è distribuito il cibo che mangio nella giornata? La prima colazione è un momento importante. Arrivate con troppa fame ai pasti, soprattutto a cena? Meglio frazionare in piccoli pasti (4 o 5) e fare la prima colazione. Concentrare la maggior parte del cibo a cena non è vantaggioso. Non saltare i pasti.
• Masticare con calma e mettere in bocca pezzi piccoli di alimenti. Digerirete meglio, e soprattutto, resterete sazi più a lungo. La “dimensione” del vostro boccone non dovrebbe superare il volume del vostro pollice.
• Verdura a volontà ma attenzione alla frutta. Almeno 3 buone porzioni di verdura al giorno: sono utili perché contribuiscono a migliorare anche la sensazione di sazietà. Bene anche al consumo di frutta, ma attenzione: mangiare troppa frutta può non essere la scelta migliore.
• L’acool riduce l’eliminazione dei grassi che il nostro organismo mette in riserva. È utile quindi limitarsi a un bicchiere di vino o a una birra nelle occasioni particolari. Meglio bere acqua.
• Proponetevi di assumere pesce almeno due volte per settimana, imparando ricette semplici e gradevoli. Se il sapore del pesce fresco non vi piace, anche quello surgelato può essere una possibilità. Utilizzate sale iodato o iodurato per la cottura.
• Proponetevi obiettivi raggiungibili e mantenete il dimagrimento evitando le oscillazioni del peso (sindrome dello yoyo).
• Anche le parole hanno un peso. Smettere di utilizzare il termine “dieta” e sostituire il termine dieta mediterranea con stile di vita mediterraneo.
• L’approccio alla dieta è fondamentale. Evitare il proibizionismo esasperato, considerare che ciascuna persona ha fatto la scelta migliore, che esiste un rapporto inscindibile tra alimentazione e piacere, fare attenzione all’identità culturale, senza dimenticare che la non adesione ai consigli può essere considerata un tipo di feedback che ci avverte che il nostro attuale approccio non sta funzionando e va modificato.

Proprio nei giorni scorsi l’ADI aveva chiesto interventi urgenti contro lo stigma dell’obesità ovvero la disapprovazione sociale e le discriminazioni a danno di persone con obesità. “Le convenzioni sociali e le rappresentazioni mediatiche dell’obesità rafforzano stereotipi della patologia che alimentano lo stigma del peso e della persona. È fondamentale che i media, le istituzioni, l’opinione pubblica e gli stessi operatori sanitari adeguino il linguaggio e le immagini utilizzati sull’obesità e che ritraggano essa in modo corretto e accurato, trattandola per quello che è una malattia e non un problema estetico”, si leggeva in una nota.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

Parliamone ;-)