Obiettivi di sviluppo sostenibile

Obiettivi di sviluppo sostenibile

Nel suo percorso verso i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, l’Italia migliora in alcuni campi (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale), peggiora in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico (vedi grafici e analisi in appendice).

L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Evidenti sono i ritardi in settori cruciali per la transizione verso un modello che sia sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale, e fortissime restano le disuguaglianze, comprese quelle territoriali.

L’Italia resta quindi lontana dal sentiero scelto nel 2015, quando si è impegnata ad attuare l’Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi per la lotta al cambiamento climatico.

È quanto emerge dal Rapporto ASviS 2019, che fotografa e analizza l’andamento del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda 2030, presentato stamani alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’Italia non è sola in questo difficile percorso, come documentato durante la recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A quattro anni dall’adozione dell’Agenda 2030, nonostante i progressi compiuti, le misure adottate dai singoli governi, dal settore privato e dalle organizzazioni internazionali non appaiono essere all’altezza della sfida.

“La buona notizia – commenta il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini – è che il nuovo Governo ha introdotto la sostenibilità nell’agenda politica . A questi annunci devono seguire azioni concrete per mettere l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. Peraltro, per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda 2030 il cui raggiungimento è fissato entro il 2020, il Rapporto ASviS 2019 rivela un Paese in evidente ritardo”.

“Siamo molto incoraggiati dai risultati della nostra attività di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale – sottolinea il Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini. La nuova Commissione europea intende mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione e ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’ASviS a maggio, tra cui una responsabilità diretta di ciascun Commissario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile di propria competenza e il ridisegno del Semestre europeo intorno all’Agenda 2030. In questo quadro, però, l’Italia deve fare la sua parte e prepararsi adeguatamente, così da poter beneficiare delle risorse che l’Unione europea investirà nella direzione della sostenibilità. È per questo che chiediamo con urgenza una legge annuale per lo sviluppo sostenibile, politiche integrate e azioni concrete a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

Le raccomandazioni di ASviS

Sul piano nazionale, l’ASviS raccomanda che il Presidente del Consiglio: invii ai Ministri un atto di indirizzo che indichi la loro responsabilità per conseguire gli SDGs; rafforzi il ruolo della cabina di regia “Benessere Italia” costituita a Palazzo Chigi; sostenga l’introduzione di una valutazione ex-ante della legislazione alla luce degli SDGs.

Inoltre, ASviS raccomanda che il Governo: “promuova presso il Parlamento la dichiarazione di “Stato di emergenza climatica”, come già fatto da alcune Regioni e città; aggiorni la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e presenti un rapporto sul suo stato di attuazione; trasformi il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per orientare a tale scopo tutti gli investimenti pubblici; individui politiche per conseguire i 21 Target in scadenza nel 2020; prepari una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, che intervenga sulla normativa con un’ottica ‘sistemica’; realizzi un vasto piano di informazione e comunicazione sul tema dello sviluppo sostenibile diretto all’intera popolazione.

Per conseguire quanto annunciato nel programma di Governo, l’ASviS propone anche che si ricostituisca il Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU) per aiutare a sviluppare un’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile; venga calendarizzato quanto prima l’esame da parte del Parlamento del progetto di legge per l’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile.

“È importante segnalare in crescente impegno della società civile, delle imprese e del mondo della finanza, anche in Italia”, conclude Giovannini. “In particolare, lo sviluppo sostenibile si sta affermando sempre di più come paradigma per guidare le imprese nel trasformare i rischi in opportunità. Da parte sua, la società italiana, anche grazie all’impegno dei giovani, ha ormai preso coscienza dei problemi che abbiamo di fronte e domanda interventi urgenti, che operino una ‘giusta’ transizione ecologica, realizzata proteggendo i più deboli e riducendo le disuguaglianze”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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