Paniere inflazione, Istat: entrano speck e cono gelato. Consumatori critici per il calo del peso degli alimentari (Foto Pixabay)

Escono i tamponi per il Covid, entrano lo speck da banco, il cono gelato e il topper per il materasso. L’Istat aggiorna il paniere di riferimento per l’inflazione e come ogni anno rivede l’elenco dei prodotti inclusi nel monitoraggio di prezzi e servizi rappresentativi dei consumi delle famiglie.

Nel paniere del 2025, spiega l’Istat, figurano 1.923 prodotti elementari (erano 1.915 nel 2024), raggruppati in 1.046 prodotti e, successivamente, in 424 aggregati.

L’aggiornamento dei beni e servizi inclusi nel paniere, prosegue l’Istituto, tiene conto sia delle novità nelle abitudini di spesa delle famiglie sia dell’evoluzione di norme e classificazioni e cerca anche di ampliare la gamma dei prodotti che rientrano tra i consumi ormai consolidati.

I prodotti che entrano nel paniere 2025 e che ne migliorano la rappresentatività sono: lo Speck (da banco), il Pantalone corto donna, la Lampada da soffitto, il Topper per materasso, la Camera d’aria per bicicletta, le Spazzole tergicristalli e il Cono gelato. Escono invece dal paniere 2025 il test sierologico anticorpi Covid-19 e il tampone molecolare per Covid-19.

Il peso sull’inflazione dei prodotti alimentari è in flessione ed è pari al 17,1%; le altre tre voci che pesano di più sul paniere sono i trasporti (15,3%), servizi ricettivi e di ristorazione (12%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (11,9%).

Codacons: diminuisce ancora il peso degli alimentari

Come ogni anno, i cambiamenti di composizione nel paniere di riferimento per l’inflazione suscitano l’interesse e il commento delle associazioni dei consumatori. Che sottolineano, da parte loro, di essere poco convinte del peso in calo relativo alla voce alimentari.

Così l’aggiornamento del paniere Istat per il calcolo dell’inflazione non convince il Codacons, che segnala in particolare come dal calcolo dell’andamento dei prezzi al dettaglio diminuisca per il terzo anno consecutivo il peso della voce “alimentari”, spesa che incide in modo rilevante sui redditi delle famiglie.

“Nel 2025 il paniere si arricchisce di voci che non sembrano apportare un reale contributo al miglioramento delle rilevazioni dei prezzi al dettaglio – afferma il Codacons – Entrano ad esempio il pantalone corto da donna, lo speck, e il topper per il materasso, quest’ultimo sull’onda lunga di programmi televisivi che hanno pubblicizzato i benefici di tale prodotto trasformandolo in una moda del momento, mentre escono i test per il Covid-19, il cui consumo è certamente crollato con la fine dell’emergenza sanitaria, ma non è sparito del tutto. Se da un lato è corretta la scelta dell’Istat di aumentare il peso dei beni energetici, che dopo la fine del mercato tutelato di luce e gas hanno visto un incremento dei prezzi specie sul mercato libero, dall’altro appare del tutto inspiegabile la riduzione operata per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, il cui peso nel paniere si riduce per il terzo anno consecutivo”.

UNC: manca il corredo scolastico

L’aggiornamento del paniere per l’inflazione vede “ingressi condivisibili, ma insufficienti”, commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona.

“Ad esempio – spiega Dona – avevamo proposto lo scorso anno, nella consueta riunione al Mimit, di introdurre un nuovo indice, quello del corredo scolastico, o perlomeno potenziare i prodotti scolastici monitorati, visto che attualmente non vengono rilevati astucci, diari, squadre, compassi, zaini, cartelle, gomme, pennarelli e pastelli. Inoltre, speravamo che il livello di pubblicazione scendesse rispetto ai segmenti di consumo, una fascia decisamente inadeguata”.

“È assurdo – prosegue Dona – che siano 1.923 i prodotti elementari e poi si pubblichino le variazioni di prezzo solo dei 314 segmenti di consumo. Infatti, così facendo non sappiamo i rincari di molti beni di largo consumo dalla pasta secca, simbolo del Made in Italy, al caffè al bar, dai pannolini agli stabilimenti balneari”.

Udicon: famiglie rivedono le priorità di spesa

“Il nuovo paniere dell’Istat evidenzia come le famiglie italiane stiano rivedendo le loro priorità di spesa, con un aumento dell’importanza della casa, dell’energia e dei trasporti – è la valutazione di Martina Donini, presidente nazionale di Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) – Se da un lato è positivo che il paniere si aggiorni per riflettere le nuove abitudini degli italiani, dall’altro preoccupa la riduzione del peso della spesa alimentare e culturale. È importante garantire che i beni essenziali rimangano accessibili e che il carovita non spinga i cittadini a rinunciare ai loro bisogni primari”.

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