Pesticidi, Commissione europea: ridurre l’uso del 50% entro il 2030 (fonte immagine: pexels)

Ridurre del 50% l’uso e il rischio dei pesticidi chimici entro il 2030. Questo l’obiettivo della Commissione europea, che oggi ha adottato due proposte – sul ripristino della natura e sui pesticidi – che fanno seguito alle strategie sulla biodiversità e Farm to Fork e voglio contribuire a garantire anche la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare.

Le nuove norme sui pesticidi chimici, dice la Commissione europea, «ridurranno l’impronta ambientale del sistema alimentare dell’UE, proteggeranno la salute e il benessere dei cittadini e dei lavoratori agricoli e contribuiranno ad attenuare le perdite economiche che stiamo già subendo a causa del degrado del suolo e della perdita di impollinatori dovuti ai pesticidi». 

La proposta passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio. Gli obiettivi sui pesticidi dovrebbero essere conseguiti entro il 2030.

Le proposte finiscono in un regolamento che sarà direttamente applicabile. Saranno vietati i pesticidi chimici in parchi, giardini, scuole, parchi gioco e aree sensibili.

 

 

Green Deal, Ue: ripristinare la natura dell’Europa entro il 2050 (fonte foto: pixabay)

 

Ridurre l’uso dei pesticidi per proteggere l’ambiente e la salute

«È giunto il momento di cambiare il modo in cui utilizziamo i pesticidi nell’UE. Si tratta della salute dei nostri cittadini e del nostro pianeta. Con questa proposta – ha detto la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides – stiamo realizzando le aspettative dei nostri cittadini e gli impegni assunti nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore” per costruire un sistema di produzione alimentare più sostenibile e sano. Dobbiamo ridurre l’uso di pesticidi chimici per proteggere il suolo, l’aria e i prodotti alimentari e, in ultima analisi, la salute dei nostri cittadini. Per la prima volta, vieteremo l’uso di pesticidi nei giardini pubblici e nei parchi giochi, facendo in modo che si riduca drasticamente la nostra esposizione a questi prodotti nella vita quotidiana. La politica agricola comune sosterrà finanziariamente gli agricoltori per coprire tutti i costi delle nuove norme per un periodo di 5 anni. Nessuno sarà lasciato indietro». 

La riduzione nell’uso di pesticidi si inserisce nell’impegno per la biodiversità e contribuirà a creare, spiega Bruxelles, sistemi alimentari sostenibili, garantendo sicurezza alimentare e protezione per la salute. Scienziati e cittadini sono sempre più preoccupati per l’uso dei pesticidi e il loro accumulo nell’ambiente, nel cibo, e infine per le loro conseguenze sulla salute umana. I pesticidi contaminano l’aria, l’acqua e l’ambiente. Ma le attuali norme si sono rilevate troppo deboli, dice Bruxelles.

Le norme della Ue per ridurre i pesticidi

La Commissione propone pertanto una serie di norme chiare e vincolanti:

  • obiettivi giuridicamente vincolanti a livello dell’UE e nazionale per ridurre del 50% l’uso e i rischi dei pesticidi chimici e l’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030. Gli Stati membri fisseranno i propri obiettivi nazionali di riduzione entro parametri stabiliti per garantire il conseguimento degli obiettivi a livello dell’UE.
  • Nuove norme rigorose concernenti il controllo degli organismi nocivi rispettoso dell’ambiente Nuove misure garantiranno che tutti gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di pesticidi pratichino la difesa integrata (IPM) nel cui ambito, prima di poter utilizzare pesticidi chimici come misura di ultima istanza, si esaminano metodi ecologici alternativi di prevenzione e controllo degli organismi nocivi. Le misure comprendono anche l’obbligo per gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di tenere dei registri. Inoltre, gli Stati membri devono stabilire norme specifiche per coltura che individuino le alternative da utilizzare al posto dei pesticidi chimici.
  • Divieto di tutti i pesticidi nelle aree sensibili. L’uso di tutti i pesticidi sarà vietato in luoghi quali le aree verdi urbane, compresi i parchi o giardini pubblici, i parchi gioco, le scuole, i campi ricreativi o sportivi, i sentieri pubblici e le zone protette nel rispetto delle prescrizioni di Natura 2000 e qualsiasi area ecologicamente sensibile da preservare per gli impollinatori in pericolo. Queste nuove norme elimineranno i pesticidi chimici presenti nella vita quotidiana.

La proposta, spiega ancora la Commissione, trasforma la direttiva vigente in un regolamento che sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Gli Stati dovranno presentare alla Commissione relazioni annuali dettagliate sui progressi compiuti e sull’attuazione.

 

(fonte foto: pexels)

 

Sostegno per gli agricoltori e misure a livello globale

A sostegno degli agricoltori in questa transizione, sono previste nuove norme della politica agricola comune per garantire che gli agricoltori ricevano una compensazione per tutti i costi connessi all’attuazione delle nuove norme per un periodo transitorio di 5 anni. Ci saranno inoltre interventi più incisivi per ampliare la gamma di opzioni biologiche e a basso rischio sul mercato; attività di ricerca e sviluppo nell’ambito dei programmi Orizzonte dell’UE a sostegno delle nuove tecnologie e tecniche, compresa l’agricoltura di precisione; un piano d’azione per la produzione biologica, per conseguire gli obiettivi in materia di pesticidi della strategia “Dal produttore al consumatore”.

A livello mondiale, poi, la Commissione proporrà a breve (e sarà la prima volta, sottolinea) una misura che che tenga conto di considerazioni ambientali a livello mondiale al momento di decidere in merito ai livelli massimi di residui negli alimenti. Gli alimenti importati contenenti residui misurabili di sostanze vietate dovrebbero essere gradualmente banditi nell’UE per incoraggiare anche i paesi terzi a limitare o vietare l’uso dei pesticidi già banditi in Europa.

In concreto, Bruxelles consulterà gli stati e i paesi terzi su una misura per ridurre a zero i residui di tiametoxam e clotianidin, due sostanze responsabili del declino mondiale degli impollinatori e che non sono più autorizzate nella Ue. Gli alimenti importati e che contengono residui di questi pesticidi, dopo un periodo di transizione, non potranno essere più commercializzati nella Ue.


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