Si terrà il 16 gennaio il primo incontro di Codacons con Poste Italiane sul caso dei risparmiatori traditi dai fondi immobiliari proposti dalla società. Sulla questione le Associazioni dei consumatori cominciano a fare fronte comune a difesa dei cittadini i cui risparmi rischiano di essere mandati in fumo dal fallimento dei prodotti finanziari dai quali speravano di poter trarre un profitto. Le perdite subite si aggirano infatti tra il 50 e l’80%. Il Codacons si è già attivato legalmente a tutela dei risparmiatori che hanno investito nei fondi immobiliari venduti da Poste attraverso un esposto depositato oggi alla Procura di Roma finalizzato a fare chiarezza sulle informazioni rese dall’azienda ai cittadini e sull’attività di vigilanza svolta da Consob e Bankitalia.

Già centinaia di piccoli risparmiatori coinvolti nel caso si sono rivolti all’associazione per ottenere tutela e difendere i propri investimenti. L’incontro previsto per lunedì prossimo sarà l’occasione per un confronto sulle iniziative che l‘azienda intende adottare in favore dei sottoscrittori del Fondo Immobiliare IRS, scaduto lo scorso 31 dicembre.

Apprezzamento per l’apertura nei confronti dei risparmiatori è stata manifestata da Rete Consumatori Italia che giudica con favore la disponibilità ad individuare delle iniziative insieme alle associazioni dei consumatori, volte a trovare le migliori soluzioni possibili per i consumatori coinvolti.

L’ipotesi di un tavolo di confronto piace anche ad Adoc che chiede tutela massima per chi ha investito. “Bisogna individuare ogni possibile soluzione per ristorare i risparmiatori che hanno subito gravi perdite legate al crollo dei fondi immobiliari. In questo senso riteniamo sia opportuno avviare una procedura di conciliazione paritetica tra l’azienda e le Associazioni dei consumatori, in modo tutelare i risparmiatori nel modo più efficace e rapido possibile”, dichiara Roberto Tascini, presidente dell’associazione. “Chiediamo inoltre a Poste di prestare particolare attenzione, assicurando la massima tutela possibile, a tutti quei risparmiatori che hanno aderito all’offerta pur non avendo un profilo di rischio adeguato, in particolare pensionati e soggetti economicamente deboli, che hanno investito i pochi risparmi di una vita, perdendo somme fino all’80% del valore iniziale”.

Confconsumatori ha invece predisposto per i risparmiatori iscritti all’associazione, quotisti dei Fondi Irs e Obelisco, due diffide stragiudiziali, fondamentali ai fini dell’interruzione della prescrizione e della costituzione in mora. Le diffide, con lo scopo di richiedere la restituzione della sorte capitale investita nell’acquisto delle quote, saranno inviate alla Società di Gestione Investire SGR e, per conoscenza, alla Consob, per rilevare la negligenza dimostrata nella fase di gestione e/o liquidazione degli attivi e per richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dai risparmiatori. Un’altra diffida sarà indirizzata anche a Poste Italiane S.p.A. (ovvero al diverso soggetto collocatore-venditore delle quote), per far valere l’illegittimità e invalidità della vendita delle quote dei due Fondi. Inoltre, l’associazione assicurerà il costante aggiornamento dei propri iscritti in relazione ad ogni sviluppo della vicenda e ad ogni prossima iniziativa.

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