Prezzo dei carburanti, il CdM approva decreto sulla trasparenza (fonte foto: www.governo.it)

La nota ufficiale di Palazzo Chigi parla di trasparenza del prezzo dei carburanti. È questo il contenuto del decreto legge varato ieri dal Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di intervenire sulla questione dei prezzi dei carburanti, al rialzo dopo lo stop al taglio delle accise, e potenziare i controlli sui prezzi con l’intervento di Mr Prezzi, Guardia di Finanza e Autorità Antitrust.

I dati sui rincari dei carburanti scattati dal 1° gennaio, evidenziano alcune analisi, risulterebbero in realtà in linea con la mancata proroga del taglio delle accise – misura che in origine valeva 30,5 centesimi al litro, poi ridotta a 18,3 centesimi e azzerata a partire dal 1° gennaio 2023 – ma in diversi distributori benzina e diesel hanno superato la soglia, anche psicologica, dei 2 euro al litro e molti temono e denunciano il rischio di speculazioni. I Consumatori sono in allarme.

 

Carburanti, i rincari pesano sui consumatori. Prosegue il dibattito sulle cause degli aumenti (Fonte immagine: Pixabay)
Carburanti, i rincari pesano sui consumatori. Prosegue il dibattito sulle cause degli aumenti (Fonte immagine: Pixabay)

 

Cosa prevede il decreto sulla trasparenza del prezzo dei carburanti

Il decreto approvato dal Governo prevede dunque un monitoraggio giornaliero dei prezzi, l’obbligo di esporre il prezzo medio giornaliero nazionale, il rafforzamento delle sanzioni per la violazione della pubblicità dei prezzi con la sospensione dell’attività da 7 a 90 giorni in caso di recidiva, l’istituzione di una commissione di allerta rapida sui prezzi.

Nel dettaglio, il CdM di ieri sera ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi. Come spiega una nota ufficiale di Palazzo Chigi, il decreto prevede che nel periodo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Con il provvedimento si rende giornaliero l’obbligo per gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato. Il Ministero delle imprese calcola e pubblica il prezzo medio giornaliero nazionale. Tale prezzo deve essere esposto, con specifica evidenza, da parte degli esercenti insieme al prezzo da essi praticato. Altro punto riguarda il rafforzamento delle sanzioni amministrative in caso di violazione, da parte degli esercenti, degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi. In caso di recidiva, la sanzione può giungere alla sospensione dell’attività per un periodo da sette a novanta giorni.

Con il decreto si rafforzano i collegamenti tra il Garante prezzi e l’Antitrust, per sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative e allo stesso fine, si irrobustisce la collaborazione tra Garante e Guardia di Finanza. Viene infine istituita una Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi finalizzata ad analizzare – nel confronto con le parti – le ragioni dei turbamenti e definire le iniziative di intervento urgenti.


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