Il cybercrime costa alle aziende 9 miliardi l’anno e senza esserne troppo consapevoli, le nostre vite sono costantemente monitorate dall’occhio di un gigantesco “Grande Fratello”. Sono queste le principali evidenze messe in rilievo dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali nel corso della Relazione annuale 2016 presentata questa mattina.

La Relazione, oltre a tracciare un bilancio, indica le prospettive di azione verso le quali l’Autorità intende muoversi, anche in vista dell’applicazione del nuovo Regolamento Ue a partire dal maggio 2018, con l’obiettivo di assicurare una sempre più efficace protezione dei dati personali, innanzitutto on line, e rispondere alle sfide poste dai nuovi modelli di crescita economica e alle esigenze di tutela sempre più avvertite dalle persone.

L’elenco dei campi d’azione del Garante si allunga sempre di più, considerando anche l’incidenza delle nuove tecnologie e le sfide che esse portano nella vita di giorno. Il crimine informatico e la cybersicurezza; la profilazione on line e i social media; i rischi della Rete e il cyberbullismo; la lotta al terrorismo e la sorveglianza di massa; i Big Data; l’uso delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro; la trasparenza della Pa on line e le garanzie da assicurare ai cittadini; il fisco e la tutela della riservatezza dei contribuenti; il telemarketing; le intercettazioni e la protezione dei dati contenuti negli atti processuali; la tutela dei minori da parte dei media; i diritti dei consumatori; le grandi banche dati pubbliche; il mondo della scuola; il diritto all’oblio; le garanzie per il trasferimento dei dati negli Usa; la sanità: tutti gli ambiti dell’agire quotidiano rappresentano, in sintesi, possibili aree d’intervento per la tutela dei diritti legati alla privacy.

Sul fronte dei social network, è proseguito il lavoro svolto per assicurare la protezione dei dati on line: nel 2016 Google ha adempiuto, sulla base del protocollo sottoscritto con il Garante, agli impegni presi per rendere conforme il trattamento dei dati degli utenti alla normativa italiana. A Facebook l’Autorità ha imposto di bloccare i falsi profili (i cosiddetti fake) e di assicurare più trasparenza e controllo agli utenti.

Il 2016 ha visto il Garante impegnato nella illustrazione delle importanti novità introdotte dal nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati e, insieme alle altre Autorità Ue, ha partecipato alla elaborazione di linee guida (sul Responsabile della protezione dei dati, sulla portabilità dei dati, sull’Autorità di controllo capofila, e sulla valutazione di impatto) in vista della sua applicazione nel nostro Paese.

Sul fronte della scuola ha pubblicato una guida per aiutare studenti, famiglie, professori e la stessa amministrazione scolastica a muoversi agevolmente nel mondo della protezione dei dati.

In materia di trasparenza on line della Pa, il Garante ha richiamato il Governo alla necessità di contemperare obblighi di pubblicità degli atti e dignità delle persone. E ha bloccato in alcuni casi la diffusione on line di dati sensibili delle persone. Una particolare azione è stata intrapresa per aumentare il livello di sicurezza della Pa digitale e per rafforzare le garanzie per i cittadini nell’attuazione dello Spid.

È proseguito l’impegno per evitare l’invasività del cosiddetto telemarketing selvaggio, un fenomeno che non tende purtroppo a diminuire. Il Garante ha accertato rilevanti illeciti da parte di società di telefonia, ha svolto ispezioni presso alcuni call center albanesi e ha suggerito al legislatore modifiche normative per rafforzare le garanzie dei cittadini.

Traducendo in cifre l’azione del Garante, negli ultimi 12 mesi del 2016 sono stati adottati 561 provvedimenti collegiali. L’Autorità ha fornito riscontro a oltre 4.600 quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento ai seguenti settori: marketing telefonico (in costante aumento); credito al consumo; videosorveglianza; concessionari di pubblico servizio; recupero crediti; settore bancario e finanziario; assicurazioni; lavoro; giornalismo; enti locali; sanità e servizi di assistenza sociale. Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a circa 3 milioni e 300 mila euro.

Non meno rilevante e intensa l’attività del Garante a livello internazionale. Particolare importanza ha assunto l’attività connessa alla riforma della disciplina europea in materia di protezione dati (il cosiddetto “Pacchetto protezione dati”), che ha portato all’approvazione del nuovo Regolamento generale e della Direttiva che disciplina il trattamento di dati per finalità di giustizia e di polizia, entrambi pubblicati nella Gazzetta Ue il 4 maggio 2016. Il Garante ha seguito costantemente le riunioni del competente Gruppo di lavoro (DAPIX) del Consiglio dell’Unione europea, partecipando alle riunioni in qualità di esperto tecnico.

Particolarmente significativo il parere adottato ai fini dell’adozione del nuovo accordo sul trasferimento dei dati negli Usa, il cosiddetto “Privacy Shield“.

Intenso, infine, il lavoro svolto nell’ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac, Sistema informativo doganale, Sistema dei visti. Il Garante ha stipulato accordi di cooperazione con omologhe autorità di Paesi dell’Est europeo al fine di promuovere scambi di informazioni e attività congiunte anche di carattere ispettivo.

 

Notizia pubblicata il 06/06/2017 ore 17.23

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)