Resistenza agli antibiotici, al via una rete di 23 centri sanitari (Foto di Arek Socha da Pixabay)

Al via una piattaforma comune di studi per conosce e combattere il fenomeno della resistenza agli antibiotici. E così per migliorare la cura dei pazienti che sviluppano infezioni da patogeni resistenti a questi farmaci. È l’obiettivo del progetto MULTI-SITA, una piattaforma di studi osservazionali che mette insieme finora 23 centri per affrontare le sfide dell’antimicrobico-resistenza. Il progetto permetterà il monitoraggio delle infezioni da microrganismi resistenti agli antibiotici in Italia e promette dunque di dare nuovi strumenti per rispondere alle sfide che la resistenza agli antibiotici pongono alla pratica clinica quotidiana. Dunque alla cura dei pazienti.

La resistenza agli antibiotici

La resistenza agli antimicrobici e agli antibiotici è la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti antimicrobici e a farmaci progettati per ucciderli o limitarne la crescita. Se batteri resistenti colpiscono le persone possono comprometterne la guarigione per la perdita di efficacia delle terapie esistenti. Ecco perché la resistenza agli antibiotici da parte di funghi e batteri rappresenta un problema di salute mondiale.

L’antimicrobicoresistenza rappresenta da anni «una crescente emergenza sanitaria di difficile contenimento in Italia, anche a causa dell’assenza di una rete clinica di monitoraggio e conduzione di studi nazionali che permetta sia di accrescere che di aggiornare rapidamente ed in modo scientificamente solido le conoscenze in tale ambito».

Da qui parte il progetto lanciato da SITA, la Società italiana di terapia antinfettiva, che come risposta alla crescente sfida del contrasto ai microrganismi resistenti ha varato il progetto dinamico MULTI-SITA. Si tratta di una piattaforma di studi osservazionali coordinata dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e che coinvolge altri 22 Centri di infettivologia su tutto il territorio nazionale.

 

Antibiotici, Ue: uso in calo ma manca ancora consapevolezza (foto Pixabay)

 

Il progetto MULTI-SITA contro la resistenza agli antibiotici

La piattaforma MULTI-SITA permetterà un controllo centralizzato e puntuale delle dinamiche delle infezioni resistenti in Italia.

«In Italia non abbiamo un sistema di monitoraggio centrale delle infezioni da microrganismi resistenti – spiega Matteo Bassetti, Presidente SITA, Direttore Clinica Malattie Infettive, Ospedale Policlinico San Martino IRCCS, Genova e Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Genova – I dati di cui disponiamo vengono raccolti a livello europeo e riguardano solo le percentuali di resistenza, ad eccezione di alcune sorveglianze specifiche attivate una tantum. Con la piattaforma MULTI-SITA avremo finalmente modo di monitorare strettamente i vari tipi di microrganismi, producendo delle solide evidenze su quanto i vari microrganismi resistenti impattano sulla salute pubblica e quindi sulle ricadute a livello di morbidità, di mortalità, di lunghezza della degenza; ma anche sulla pratica clinica quotidiana nella gestione di queste infezioni, sia per quanto riguarda la diagnostica, che, soprattutto, per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci antibiotici e antifungini, vecchi e nuovi. Il vantaggio di avere un network di questo tipo a disposizione è sicuramente quello di essere reattivi e veloci nell’affrontare le sfide quotidiane che il fenomeno dell’antimicrobicoresistenza ci pone dinnanzi».

I risultati dei primi studi saranno disponibili nel corso dell’anno. Il progetto rappresenta dunque uno strumento comune per condurre studi nazionali che permettano di comprendere meglio e combattere la diffusione dell’antimicrobicoresistenza in Italia e di migliorare la cura dei pazienti che sviluppano infezioni da patogeni resistenti agli antimicrobici.

L’iter approvativo è stato lungo e ad oggi si è completato in 23 centri italiani. Fra i centri che aderiscono ci sono, solo per citarne alcuni, Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, ASST Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, Terapia Intensiva Policlinico Paolo Giaccone di Palermo.


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