rinnovabili

Il 2015 sarà ricordato come l’anno dei record per il settore delle energie rinnovabili che hanno visto un’impennata non solo nella capacità installata ma anche negli investimenti e nella maggiore attenzione rivolta al settore da parte dei paesi emergenti che per la prima volta hanno superato quelli sviluppati. A dare il quadro del settore è il rapporto di REN21. L’anno scorso è stato registrato il maggior incremento di sempre per capacità installata, circa 147 gigawatt (GW), per lo più da solare ed eolico, mentre gli investimenti globali sono stati di 286 miliardi di dollari (+5% rispetto all’anno precedente) di cui un terzo dalla Cina. Almeno 8,1 milioni di persone lavorano nel settore.
L’Italia risulta seconda solo alla Germania per capacità pro capite di solare-fotovoltaico, e quinta per capacità complessiva. Il nostro Paese è nono per capacità nell’eolico e sesto per il geotermico. Stando quindi al “Renewables 2016 Global Status Report” di REN21 le rinnovabili sono diventate una fonte di energia competitiva e diffusa in molti Paesi del mondo. Tra i fattori chiave che hanno contribuito al record di nuova capacità installata nel 2015 c’è la competitività economica delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili in molti mercati.
Commentando i dati del report, Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara: “Il record fatto registrare dalle rinnovabili nel 2015 è un’ottima notizia. Ci siamo arrivati nonostante il persistere dei sussidi alle fonti fossili, il prezzo basso del petrolio, i problemi di collegamento alla rete e la timidezza dei governi. Alla base di questo successo c’è la crescente competitività economica delle rinnovabili. Ora però occorre accelerare la rivoluzione energetica in corso con politiche incentivanti: il contrario di quello che sta facendo il governo in Italia dove gli investimenti sulle rinnovabili sono in drammatica diminuzione. In un contesto internazionale generalmente positivo, l’Europa segna il passo e ancor più l’Italia che nel 2015 si è sostanzialmente fermata, per colpa delle politiche anti-rinnovabili messe in campo dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, da quello di Monti a quello Renzi”.
Per investire ulteriormente sul settore dell’energia rinnovabile, creando posti di lavoro e benefici per la collettività, è necessario, osserva l’associazione ambientalista, azzerare i sussidi alle fonti fossili. “Questa è l’unica strada che ci permetterà di raggiungere gli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi, e mantenere così l’aumento della temperatura globale sotto 1,5°C”.


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