Ritardo dei voli in coincidenza e indennizzo dei passeggeri, la sentenza della Corte UE

Ritardo dei voli in coincidenza e indennizzo dei passeggeri, la sentenza della Corte UE (Fonte immagine: Pixabay)

Il diritto a compensazione pecuniaria dei passeggeri aerei per ritardo prolungato si applica ai voli in coincidenza costituiti da voli effettuati da vettori aerei operativi diversi: è quanto stabilito dalla Corte di Giustizia UE, specificando che “Qualora tali voli siano stati combinati da un’agenzia di viaggi che abbia fatturato un prezzo totale ed emesso un unico biglietto, il fatto che non sussista alcun rapporto giuridico tra i vettori è irrilevante“.

Voli in coincidenza e ritardo prolungato, il caso

La Corte UE è intervenuta in merito alla vicenda di una passeggera che aveva acquistato tramite un’agenzia di viaggi, per il 25 luglio 2018, un biglietto aereo elettronico per un tragitto da Stoccarda a Kansas City costituito da tre voli. Il primo volo, da Stoccarda a Zurigo, era operato dalla Swiss International Air Lines si legge nella nota della Corte UE – mentre i due voli che collegavano, rispettivamente, Zurigo a Filadelfia e Filadelfia a Kansas City erano operati dall’American Airlines.

Il numero di biglietto elettronico, riprodotto sulle carte d’imbarco relative a tali voli, designava l’American Airlines quale prestatore di servizi e conteneva un unico numero di prenotazione relativo all’intero tragitto. Oltre a ciò, l’agenzia di viaggi aveva emesso una fattura indicante un prezzo totale per l’intero tragitto, nonché per il ritorno.

I voli che collegavano, rispettivamente, Stoccarda a Zurigo e Zurigo a Filadelfia si erano svolti come previsto, mentre quello che collegava Filadelfia a Kansas City aveva subito un ritardo di oltre quattro ore all’arrivo. Dinanzi ai giudici tedeschi, dunque, la flightright, società di assistenza legale ai passeggeri aerei alla quale sono stati ceduti i diritti derivanti da tale ritardo, aveva chiesto all’American Airlines il pagamento di una compensazione pecuniaria di euro 600 ai sensi del regolamento n. 261/2004 relativo alla compensazione pecuniaria e all’assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato.

 

trasporto aereo

 

Investita della causa, la Corte federale di giustizia tedesca ha interrogato, quindi, la Corte di giustizia sull’interpretazione di alcuni punti del regolamento.

La sentenza della Corte UE

Con la sua sentenza odierna, la Corte di giustizia dichiara che “la nozione di «volo in coincidenza» comprende un’operazione di trasporto in partenza da uno Stato membro costituita da più voli effettuati da vettori aerei operativi diversi che non siano vincolati da alcun rapporto giuridico, qualora tali voli siano stati combinati da un’agenzia di viaggi che abbia fatturato un prezzo totale ed emesso un unico biglietto per detta operazione”.

La Corte ricorda, inoltre, che “la nozione di «volo in coincidenza» deve essere intesa come riferita a due o più voli che costituiscono un tutt’uno ai fini del diritto alla compensazione dei passeggeri previsto dal regolamento n. 261/2004. Ciò avviene quando tali voli sono stati oggetto di un’unica prenotazione“.

Nel caso affrontato dalla Corte – si legge nella nota – risulta che “la passeggera disponeva di un biglietto che costituisce un titolo attestante che la prenotazione per l’intero suo tragitto da Stoccarda a Kansas City è stata accettata e registrata da un operatore turistico“. Pertanto tale operazione di trasporto deve essere considerata come basata su un’unica prenotazione e, di conseguenza, come un «volo in coincidenza».

La Corte rileva, infine, che “nessuna disposizione del regolamento relativo alla compensazione pecuniaria dei passeggeri aerei fa dipendere la qualificazione come volo in coincidenza dalla sussistenza di uno specifico rapporto giuridico tra i vettori aerei operativi che effettuano i voli che lo costituiscono”.

Questo perché – spiega la Corte UE – tale condizione “sarebbe contraria all’obiettivo consistente nel garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri, dal momento che essa sarebbe idonea a limitare, in particolare, il loro diritto a compensazione pecuniaria in caso di ritardo prolungato del loro volo”.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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