Screening dei tumori, la Commissione rivede le indicazioni per potenziare la prevenzione (foto pixabay)

Estendere lo screening dei tumori, i gruppi coinvolti, le patologie per cui si fa prevenzione. Nell’ambito del programma europeo dei screning dei tumori, che verrà proposto nel quadro del piano europeo di lotta contro il cancro, la Commissione europea ha presentato un nuovo approccio per aumentare la diffusione dello screening dei tumori.

L’obiettivo è quello di individuare i tumori in una fase precoce, aumentare gli screening e includervi il maggior numero possibile di persone e di patologie. Perché la diagnosi precoce salva la vita. Il nuovo approccio, spiega Bruxelles, aiuterà gli Stati membri a garantire che il 90% della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi entro il 2025. La nuova raccomandazione estende inoltre lo screening organizzato della popolazione al carcinoma polmonare, prostatico e, a determinate condizioni, gastrico.

Piano europeo di lotta contro il cancro

Il piano europeo di lotta contro il cancro, presentato nel 2021,è un impegno politico per invertire la tendenza di questa malattia che a oggi colpisce ogni anno 2,7 milioni di europei.  A meno che non si intervenga ora con decisione, si prevede che i casi di cancro aumenteranno del 24% entro il 2035, diventando la principale causa di morte nell’Ue. La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto pesante perché molta prevenzione è stata rimandata: si stima un milione di casi di cancro che non sarebbero stati diagnosticati. La diagnosi precoce è invece fondamentale e contribuisce a salvare vite.

«Secondo le stime, nel 2020 è stato diagnosticato un cancro a 2,7 milioni di persone che vivono nell’UE e oltre 1,3 milioni di persone hanno perso la vita a causa di questa malattia. Sappiamo che la diagnosi precoce salva vite umane e migliora la qualità della vita», ha detto Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare.

«Con le nostre nuove raccomandazioni – spiega ancora Kyriakides – il programma europeo di screening dei tumori garantirà la copertura di tipi di tumori che, messi insieme, rappresentano quasi il 55 % di tutti i nuovi casi diagnosticati ogni anno nell’UE. Le nostre nuove raccomandazioni, basate su dati scientifici e sull’eccellenza sviluppata nella ricerca sul cancro degli ultimi 20 anni, rafforzeranno la nostra azione in tutta l’UE e ci consentiranno di agire tempestivamente e colmare le lacune create dall’impatto della COVID-19 nel campo della diagnosi del cancro e delle cure oncologiche. Insieme possiamo fare la differenza in termini di tendenze oncologiche».

 

 

Screening dei tumori, le novità

Quali sono le novità negli screening dei tumori? La raccomandazione della Commissione vuole  aumentare la diffusione dello screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto per raggiungere l’obiettivo fissato nel piano europeo di lotta contro il cancro, ossia far sì che il 90 % di coloro che soddisfano i requisiti abbia la possibilità di sottoporsi a tali screening entro il 2025. Lo screening mirato dovrebbe essere inoltre esteso ad altri tumori, in particolare al carcinoma prostatico, polmonare e gastrico.

Per agevolare screening più mirati e meno invasivi, la raccomandazione:

  • estende il gruppo destinatario dello screening del carcinoma della mammella alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni (rispetto all’attuale fascia di età 50-69 anni);
  • raccomanda che siano effettuati test per il papillomavirus umano (HPV) nelle donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni, ogni 5 anni o più, tenendo conto dello stato vaccinale per l’HPV, al fine di individuare il carcinoma della cervice uterina;
  • invita a utilizzare test di triage per il carcinoma del colon-retto nelle persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni mediante test immunochimici fecali per determinare la necessità di un follow-up tramite endoscopia/colonoscopia.

Sulla base dei dati e dei metodi più recenti, la raccomandazione estende lo screening organizzato ad altri tre tumori:

  • test per il carcinoma polmonare nei forti fumatori e negli ex fumatori di età compresa tra i 50 e i 75 anni;
  • test per il carcinoma prostatico negli uomini fino a 70 anni sulla base dell’analisi dell’antigene prostatico specifico e tomografia computerizzata a risonanza magnetica nucleare (MRI) come follow-up;
  • screening dell’Helicobacter pylori e sorveglianza delle lesioni precancerose dello stomaco nei luoghi che presentano tassi di incidenza e di mortalità elevati per il carcinoma gastrico.

La raccomandazione presta attenzione alla parità di accesso allo screening dei tumori, alla garanzia di procedure diagnostiche tempestive e adeguate, a terapia, sostegno psicologico e assistenza successiva. La raccomandazione introduce inoltre un monitoraggio sistematico e regolare dei programmi di screening, comprese le disparità, attraverso il sistema europeo d’informazione sul cancro e il registro delle disuguaglianze di fronte al cancro.

La raccomandazione deve ora essere adottata dal Consiglio.


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