Con l’approvazione della Nota di aggiornamento al Def 2019 è ufficialmente iniziato il countdown per l’introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza a partire dal marzo del prossimo anno. Un importo di 780 euro al mese che il Governo destinerà a coloro che non hanno reddito o ne hanno uno troppo basso. Condizione fondamentale per poterlo mantenere: non restare sul divano.

Credits: #propagandalive

I cittadini che ne avranno diritto, infatti, dovranno: iscriversi al Cento per l’impiego e rendersi immediatamente disponibili al lavoro; iniziare un percorso di ricerca attiva del lavoro; offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali); frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale; effettuare la ricerca attiva per almeno 2 ore al giorno; comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito; accettare uno dei primi tre lavori che vengono offerti.

Un percorso giustamente impegnativo, quindi, che dovrebbe avere come obiettivo quello di ridurre la povertà assoluta nel nostro Paese e stimolare la crescita tramite una maggiore occupazione.

Ma i paletti e le condizioni relative al reddito non finiscono qui. Per il Governo la parola d’ordine è “No alle spese immorali”. E su questo si è aperto un ampio fronte di discussione per cercare di capire cosa si potesse realmente acquistare e cosa no. Il sistema, ancora in fase di progettazione e quindi soggetto a (quotidiane) modifiche da parte dei suoi ideatori, prevede l’attivazione di una card in cui viene caricato il credito del reddito o pensione di cittadinanza che potrà essere speso per acquistare “beni di prima necessità”. Il resto che mensilmente non verrà speso resterà all’erario.

Tutto chiaro? Forse. In attesa di ulteriori novità vi chiediamo di dirci la vostra. Siete favorevoli o contrari all’introduzione del reddito di cittadinanza?

A voi il voto sulla nostra pagina Facebook. Opinioni e commenti sono sempre ben accetti.

@ELeoparco

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

Parliamone ;-)