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Sostenibilità come una sfida per il sistema Paese. Questo il presupposto da cui ha preso le mosse il convegno organizzato oggi da Adiconsum nel corso del quale si sono confrontate alcune aziende che per scelta personale hanno deciso di investire e puntare sulla sostenibilità.
“Lo sforzo personale finora compiuto da alcune aziende è apprezzabile ma se non si crea una rete consumatori-imprese i benefici saranno limitati sia per l’impresa che per la collettività. C’è bisogno invece di assegnare al consumatore un ruolo attivo di indirizzo della produzione di beni e servizi e non sottomesso alle offerte delle imprese” ha commentato Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum.
Secondo l’Associazione, dunque, la crisi economica da un lato e la globalizzazione dall’altro hanno dato vita a diversi stili e comportamenti di consumo: da una parte consumatori che acquistano prodotti contraffatti, dall’altro una minoranza di consumatori attenti ai comportamenti valoriali e virtuosi delle aziende, tant’è che la crisi economica ha scalfito meno alcuni mercati di nicchia, come le produzioni biologiche, i prodotti del commercio equo e solidale o ad alto valore ecologico. Di questi comportamenti le aziende non possono non tenerne conto se vogliono competere sul mercato.
Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità non solo in materia ambientale, ma anche economica e sociale, deve riguardare tutto il Paese – prosegue Giordano – Non deve essere frutto di atti spontanei, le c.d. best practice, ma di sistema (regular practice).
Così facendo – continua Giordano – i costi vengono trasformati in risorse per la competitività, lo sviluppo e la conquista di nuove fasce di mercato e quindi in occupazione e ricchezza per il Paese tutto.
Per questo – conclude Giordano – è necessario prevedere una fiscalità premiale per le aziende che investono in sostenibilità e un patto associativo fra imprese e consumatori che preveda per questi ultimi una tutela ex-ante legata alla risoluzione extragiudiziale delle controversie e una partecipazione in grado di rafforzare il proprio empowerment attraverso la condivisione e l’implementazione delle best practice.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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