Conto corrente

Il signor Marco, commerciante di Palermo, proprietario di 3 negozi, denuncia oggi su Repubblica di avere soltanto 20 euro in tasca e di rischiare il fallimento, senza poter assicurare l’acquisto di cibo per la sua famiglia.

Chiusi i negozi per il Coronavirus come da obbligo per il DPCM, il signor Marco si reca in banca il 13 marzo per chiedere la sospensione della rata di mutuo di 1.950 €, avendo sul conto 1.800 €.

Il direttore non solo gli nega la sospensione, ma gli addebita subito la rata di marzo, scaduta il 5 marzo, mandandolo quindi in rosso.

Marco, con la voce rotta dall’umiliazione, chiede di poter prelevare almeno 500 € per le necessità quotidiane, ma la risposta del direttore è inflessibile: “Non se ne parla!”,  anzi pretende la copertura immediata della differenza di 150 euro.

Il giorno dopo Marco torna in banca sperando in un ripensamento del direttore, che però neppure lo riceve. Preso dalla disperazione, è costretto a rivolgersi ad un amico che ha un supermercato, che gli fa credito in attesa dei provvedimenti del governo che ha promesso 600 euro per chi ha perso ogni reddito.

Leggiamo questo nel giorno in cui ABI, l’associazione delle banche italiane, annuncia una meritevole iniziativa, cioè l’anticipo della cassa integrazione pari a 1.400 euro per i dipendenti lasciati a casa a seguito dei provvedimenti del governo per fare fronte all’epidemia. Quindi ogni lavoratore, in attesa dell’erogazione da parte dell’INPS, potrà farsi anticipare questa somma.

 

Soldi e investimenti, le guide di Abi

E’ evidente che il comportamento del direttore forse formalmente risponde alle regole “ordinarie” previste dalla banca, ma dimostra una ottusità incredibile sia sul piano umano che sul piano economico.

Mostrare il volto duro della contabilità in un momento i cui stanno saltando tutti i parametri dei conti pubblici e privati, dai vincoli di bilancio dello Stato alle situazioni familiari di decine di milioni di famiglie, è davvero incomprensibile e siamo curiosi di sapere a quale banca appartenga questa agenzia e questo direttore.

Chiediamo all’ABI di fare una indagine, di richiamare la banca interessata, per un minimo di coerenza tra quello che si annuncia e i comportamenti concreti quotidiani. Il caso di Marco non sarà l’unico in Italia e rischia di affossare un tessuto produttivo e commerciale in fortissima sofferenza.

Altrimenti davvero si approfondirà, forse in modo incolmabile, la frattura tra mondo bancario e finanziario e i cittadini, consumatori e produttori.

Il servizio  ai cittadini e alle imprese, che le banche sbandierano e vantano nelle loro campagne pubblicitarie, è solo slogan???

Scrive per noi

Antonio Longo, direttore responsabile
Antonio Longo, direttore responsabile
I consumatori sono entrati nella vita professionale e militante nel 1998 e nel 2003 ho fondato questa agenzia. Dal 2010 rappresento in Europa i consumatori italiani. Il mio lavoro a Bruxelles si è concentrato soprattutto sui internet, agenda digitale, cybersecurity. Mi appassiona la comunicazione ai cittadini, in politica ed economia. Laureato in Scienze Politiche con Aldo Moro e tesi sul divieto di ricostituzione del partito fascista, ho completato la mia formazione con un Master in Sociologia del mass media. Nel 2017 con altri amici ho fondato Building Europe Srl, per migliorare l'utilizzo dei fondi europei. I miei hobby: la lettura, la musica classica e folk, il cinema. Mi diletto di cucina soprattutto con buoni risotti. Orgogliosamente salentino, cittadino del mondo

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