Il costo al minuto di una telefonata al cellulare varia, nell’Unione europea, da 1,9 centesimi della Lituania a 14,7 centesimi dei Paesi Bassi, passando per 6,9 centesimi dell’Italia, 9,7 centesimi del Regno Unito, 12,7 centesimi della Francia. Gli utenti della telefonia mobile all’interno dell’Unione europea pagano prezzi assai diversi per gli stessi servizi. La maggiore differenza di prezzo è quella relativa alle chiamate nazionali su rete mobile: una differenza del 774% tra la Lituania, il paese dove queste telefonate costano meno, e i Paesi Bassi, il paese più caro.

Si tratta, spiega la Commissione europea, di “uno squilibrio non certo spiegabile con gap qualitativi, disparità nei costi sostenuti per garantire il servizio o differenze nel potere d’acquisto dei consumatori di diversi paesi”. Sono differenze di prezzo molto più marcate rispetto ad altre categorie di beni e servizi: basti pensare che un litro di latte si può acquistare per un prezzo compreso tra 69 e 99 centesimi di euro ovunque nell’Unione europea, con una differenza di prezzo del 43%, mentre determinati acquisti “occasionali” – ad esempio un iPad – sono soggetti a differenze di prezzo dell’11%.

Così i prezzi di una telefonata internazionale su telefonia mobile variano notevolmente: il costo al minuto va da 0,35 centesimi di Italia, Francia e Ungheria a 0,48 centesimi in Germania, fino a salire a 0,65 centesimi in Spagna e a 1 euro e 19 centesimi nel Regno Unito.

Commenta la vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes: “Come dimostrano chiaramente queste cifre, i 28 mercati della telecomunicazione presenti oggi in Europa non apportano ai consumatori i vantaggi che garantirebbe loro un mercato unico. Per l’UE nel suo insieme è dunque fondamentale agire rapidamente per costruire un autentico mercato unico, mirando a un continente autenticamente interconnesso.” Nel mese di settembre la vicepresidente Kroes presenterà un nuovo pacchetto legislativo mirante a rafforzare il mercato unico delle telecomunicazioni.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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